Antonveneta, addio di Bpi e alleati

Anche i «concertisti» vendono ad Abn Amro. Nel pomeriggio di oggi la firma

da Milano

Il giorno è arrivato. Bpi e alleati sigleranno oggi pomeriggio il contratto di vendita dei titoli Antonveneta (oltre il 40%) ad Abn Amro. La novità, emersa ieri, è proprio questa: a cedere le quote saranno anche i cosiddetti concertisti e non solo la banca lodigiana. A tutti (oltre a Bpi, Emilio Gnutti, Danilo Coppola, i fratelli Lonati e Stefano Ricucci: insieme hanno più o meno il 12%) gli olandesi pagheranno lo stesso prezzo: 26,5 euro, quello dell’Opa fallita sulla banca padovana.
Nelle settimane scorse il destino delle quote di Ricucci e compagni era stato oggetto di speculazioni e ipotesi. Si era detto che avrebbero aderito in un secondo tempo all’Opa che Abn sarà costretta lanciare (per la seconda volta) su Antonveneta. Negli ultimi giorni si era diffusa la tesi che almeno alcuni tra loro avrebbero esercitato il diritto di vendita alla Lodi, previsto in caso di scioglimento del patto di sindacato sottoscritto l’estate scorsa. Quest’ultima soluzione avrebbe però comportato ovvi problemi alla Popolare italiana.
La soluzione della vendita in blocco tra l’altro permette invece alla banca guidata dal nuovo amministratore delegato Giorgio Olmo di rientrare in parte dai crediti concessi ad alcuni tra i concertisti. Non sarà invece con tutta probabilità raggiunto l’obiettivo di evitare il sequestro delle plusvalenze legate all’operazione, plusvalenze che la Procura di Milano considera frutto di un possibile reato. Secondo fonti legali la Procura sarebbe pronta a congelare i guadagni della vendita. Un intervento che potrebbe assumere rilievo soprattutto per la posizione di chi, come Ricucci, ha utilizzato al massimo lo strumento dei finanziamenti bancari coperti da pegno e che vede bloccati investimenti importanti come quelli in Rizzoli Corriere della Sera.
Sempre per quanto riguarda Ricucci, fonti giudiziarie considerano probabile un suo nuovo interrogatorio dopo il colloquio, durato ben otto ore, di lunedì con i magistrati di Milano. Oggetto di altre domande potrebbero essere le finanziarie off shore (come Garlsson Real Estate) finanziate dalla Lodi e utilizzate per comprare azioni di Antonveneta.
L’ormai vicina vendita della quota Antonveneta (con la prossima revoca delle due Opa da parte di Consob e Banca d’Italia e lo sblocco delle azioni da parte dei magistrati della Procura) ha indotto ieri la Banca Popolare a rinunciare all’udienza del tribunale del riesame in calendario per questa mattina. Intanto in Borsa il titolo di Bpi, dopo i pesanti ribassi di lunedì, quando aveva lasciato sul terreno oltre il 3%, ha recuperato terreno: ha chiuso con un rialzo dell’1,65%. Sostenuti anche ieri gli scambi.