Da Antonveneta alle intercettazioni

Il ruolo del governatore viene messo in discussione perché accusato di aver favorito l’amministratore delegato di Banca popolare italiana, Gianpiero Fiorani, impegnato a contendere all’olandese Abn Amro il controllo di Banca Antonveneta.

19 luglio. Fazio difende il suo operato davanti al Cicr.

26 luglio. Alcune conversazioni tra Fazio e Fiorani vengono intercettate e pubblicate sui giornali. I rapporti tra Fazio e Fiorani vengono considerati da una parte del mondo politico «troppo confidenziali» e il suo ruolo di arbitro del sistema bancario viene messo in discussione.
2 settembre. Il governo riforma lo statuto di Bankitalia: non c’è il limite di età per il governatore, il mandato ha scadenza ogni 7 anni e non è rinnovabile.

La proprietà passa dalle banche private a Stato ed enti pubblici. Il governatore deve riferire a Parlamento e governo sul proprio operato con una relazione ogni 6 mesi. La vigilanza sulle banche rimane a Bankitalia.

Ogni provvedimento del governatore deve essere approvato dal direttorio.

4 settembre. Il ministro dell’Economia annuncia «passi istituzionali» per costringere Fazio a dimettersi.