Antonveneta, arrivano gli ispettori. La Procura «bussa» a Bankitalia

Dopo la decisione del tribunale la Vigilanza vuole verificare la gestione del gruppo. Sentiti come testimoni dai Pm romani tre manager di via Nazionale

da Milano

Bankitalia stringe la presa su Antonveneta. All’indomani della decisione del tribunale di decapitare definitivamente il vertice dell’istituto, il governatore Antonio Fazio ha inviato a Padova una squadra di ispettori. L’obiettivo è fare chiarezza sull’«operatività» di una banca che, pur essendo la decima realtà del panorama italiano (7,5 miliardi il valore in Piazza Affari), è senza una guida dallo scorso 21 maggio.
Palazzo Koch potrebbe risolvere lo «stallo» affidando le redini del gruppo a un commissario ad acta, ma a sconsigliare una «soluzione di forza» sembra essere lo stesso pressing avviato da Bruxelles che ha puntato il dito sull’atteggiamento tenuto dalla Vigilanza davanti al braccio di ferro con cui Lodi e Abn Amro si contendono Antonveneta. Un aspetto su cui ha acceso i riflettori anche la Procura di Roma, che ha fatto sfilare in qualità di testimoni tre manager della Vigilanza (tra cui il direttore centrale Francesco Frasca) per fare chiarezza sul lavoro svolto nelle scorse settimane da Bankitalia per verificare la solidità patrimoniale di Lodi prima di autorizzare il gruppo guidato da Gianpiero Fiorani a mettere in cassaforte il 30% di Antonveneta.
Via libera già contestato da Abn Amro che, vistasi messa in minoranza a Padova (20% del capitale circa) continua ad affilare le armi legali.Dopo che il tribunale ha cancellato il vertice guidato dalla Popolare di Lodi, sui cui pendeva l’ombra del «concerto» rilevato dalla Consob, gli olandesi premono infatti per reinsediare la vecchia squadra in regime di prorogatio. Una soluzione quest’ultima contro cui Bipielle fa tuttavia muro salutando con soddisfazione l’arrivo a Padova degli ispettori coordinati da Ciro Iorio, in attesa di affidare le redini del gruppo creditizio a un commissario.
A frenare sull’ipotesi di un reinsediamento del vecchio vertice, contro cui i legali della Lodi sarebbero pronti a ricorrere all’arma dell’azione di responsabilità, è stato peraltro anche l’ex consigliere Gilberto Muraro che ha giudicato «infondate» le voci di una convocazione a breve del board dove Abn-Amro esercitava un’influenza preponderante. Muraro ha poi lanciato un messaggio di serenità sull’esito delle verifiche decise da Palazzo Koch: «Le ispezioni fanno sempre paura, ma penso che quella del nucleo avviato da Bankitalia sia un’attività normale e credo che la banca ne uscirà molto bene», ha rilevato il banchiere che aveva votato a favore dell’Opa promossa da Abn-Amro.
Il mercato resta in attesa dell’ok della Consob all’Ops modificata da Bipielle (che valorizza ogni azione Antonveneta 26 euro) e della parallela Opa obbligatoria imposta dall’Authority dopo aver rilevato l’azione di concerto, ma appare sempre più chiaro che la battaglia per il controllo di Padova si combatte lontano da Piazza Affari. Dove ieri il titolo Antonveneta passava di mano a 26 euro, ben oltre i 25 euro messi sul tavolo dall’Opa di Abn che è rimasta ingessata a una quota frazionale (0,01774%) del capitale.