Antonveneta, Bipielle al bivio: rilancio o incasso

Fiorani contatta i soci prima del faccia a faccia. Cartone convoca il board. Bankitalia e il nodo della magistratura

Massimo Restelli

da Milano

All’indomani dell’affondo di Abn Amro, Gianpiero Fiorani tasta il polso al fronte raccolto intorno a Bipielle nella battaglia per la conquista di Antonveneta. Sul mercato, complice il carattere coriaceo del banchiere, alcuni scommettono che Lodi imboccherà la strada del rilancio, ma i 26,5 euro per azione messi sul tavolo da Abn potrebbero aprire qualche crepa nello schieramento.
Malgrado domani sia in agenda una verifica collettiva a lanciare un segnale di fedeltà è stato Tiberio Lonati, che insieme con Emilio Gnutti e Danilo Coppola ha firmato un patto di sindacato con Lodi. «Non credo che cambi niente», ha detto l’imprenditore senza sbilanciarsi sul rilancio di Abn (7,6 miliardi il controvalore complessivo): «È prematuro, la valuteremo».
Una posizione di attesa su cui influirà l’orientamento dell’immobiliarista Stefano Ricucci che, sebbene il legame di lunga data con Fiorani raffreddi l’ipotesi di un «tradimento» solitario, potrebbe essere tentato di consegnare agli olandesi il 4,9% di Antonveneta così da ricavare mezzi freschi per sostenere l’impegno in Rcs (18,15% del capitale). Lodi, che si attendeva il rilancio di Abn, potrebbe scoprire le carte entro martedì dopo aver soppesato tra la ricca plusvalenza che garantirebbe l’adesione all’offerta di Abn (stimabile in 2-3 euro per azione) e l’ulteriore ritocco all’Ops volontaria così da rispettare il carattere «migliorativo» su cui vigila la Consob. Visto il tutto esaurito riscosso nell’ultimo giro di finanziamenti, Bipielle potrebbe tornare all’attacco, magari rivedendo l’impegno richiesto ai soci, così da spingere Abn a rinunciare alla preda, oppure passare la mano e coronare diversamente il progetto di creare una Popolare Italiana. Malgrado sulla decisione di Abn sembrano aver influito sia la Consob, sia la delusione per un’Opa finora semideserta sia la necessità di trovare una soluzione per il pacchetto affidato a Deminor, il presidente Rijkman Groenink ha scelto il tempo dell’attacco con precisione chirurgica, incuneandosi tra la stretta della magistratura e le visite della Guardia di finanza in Bankitalia.
Nella strategia degli olandesi rientra poi il pressing del collegio sindacale che ha indotto l’ex presidente di Antonveneta, Tommaso Cartone, a convocare per domani il vecchio vertice considerandolo in prorogatio dopo che il tribunale ha cancellato il board targato Lodi su cui pendeva l’azione di concerto rilevata dalla Consob. Alcuni imprenditori vicini a Lodi come Paolo Senigallia hanno minacciato un ricorso, ma all’ordine del giorno c’è la convocazione dell’assemblea per nominare il nuovo vertice, così da risolvere il vuoto di potere evidenziato dallo stesso Cartone che ha sottolineato la «delicatezza» della situazione a Bankitalia. Vigilanza che ha già inviato a Padova i propri ispettori e potrebbe decidere per il commissariamento, ma deve tenere conto del braccio di ferro con Bruxelles.
Sullo sfondo c’è l’ipotesi di un muro contro muro tra lo schieramento di Lodi (50% del capitale) e quello di Abn (ufficialmente al 20%) ma, complice il flottante di Antonveneta ridotto al lumicino, la bilancia appare nella mani della magistratura.