Antonveneta, Bpi dà il via alle trattative

Massimo Restelli

da Milano

Banca Popolare Italiana avvia le trattative per uscire dallo stagno Antonveneta. A tracciare la rotta è stato ieri pomeriggio il consiglio di amministrazione ampliando il mandato agli advisor di Dresdner e Lazard e rassicurando il mercato sulla solidità del gruppo: oltre 4 miliardi il patrimonio netto.
Pur senza rimettere definitivamente nel cassetto la doppia offerta (l’Opa e l’Ops) su Antoveneta, il neo ad Giorgio Olmo esplora quindi percorsi alternativi a un matrimonio con Padova che l’affondo della Procura e il doppio intervento di Bankitalia e Consob, hanno reso molto difficile da celebrare.
I vertici della Popolare italiana ne hanno discusso in oltre tre ore di riunione nel quale gli advisor, presenti anche il numero uno di Lazard Arnaldo Borghesi e il legale Giuseppe Iannaccone, hanno illustrato ai consiglieri le opzioni sul tavolo per cedere il 40% di Antonveneta: dalla rinuncia tout court a Padova al possibile compromesso con Abn Amro, dall’eventuale intervento di Banca Intesa a quello di un gruppo di banche estere.
La situazione rimane fluida ma, complice l’ampia sovrapposizione territoriale con cui si scontrerebbe l’istituto guidato da Corrado Passera, la soluzione più semplice appare accettare la disponibilità ribadita nei giorni scorsi da Abn.
Lo schema dell’accordo sarebbe il seguente: il gruppo olandese riconoscerebbe al fronte raccolto intorno a Bpi 26,5 euro e al gruppo di Olmo una «buonuscita» di 3-400 sportelli cui potrebbe aggiungersi Interbanca. Una linea che sembra aver trovato conferma anche nelle parole del custode giudiziario, Emanuele Rimini (la quota di Bpi è sotto sequestro), che ha ipotizzato «colloqui» tra i due avversari: «La quota di Bpi ad Abn è una soluzione naturale», ha detto. Il dossier tornerà presto sul tavolo del board che dovrebbe riunirsi entro i prossimi dieci giorni, l’intenzione a Lodi è tuttavia quella di rompere gli indugi solo dopo aver ottenuto tutti i necessari avalli delle Authority competenti.
A ben guardare quindi un segnale di distensione nei confronti della Commissione di Lamberto Cardia, impegnata a stringere i tempi (il verdetto dovrebbe arrivare entro agosto) per decidere insieme a Bankitalia sulla sorte della doppia offerta costruita da Gianpiero Fiorani, ora sospeso dai propri incarichi dal gip di Milano, Clementina Forleo.
I vertici hanno investito del ruolo di coordinatore delle Direzioni centrali, Paolo Landi, e nominato Olmo rappresentante dell’istituto in sostituzione di Fiorani. Il summit è dunque servito per una verifica della strategia da seguire nelle prossime settimane, in attesa che il Tar del Lazio - probabilmente a settembre - si pronunci sulla sospensione di Opa e Ops promosse su Padova dalla ex Lodi.
Un particolare, questo, che pesa, e non poco, sulle prospettive degli istituti di credito coinvolti nel tormentone estivo della finanza italiana e, in particolare, su quelle della banca lombarda.