Antonveneta, Gnutti accusato anche di aggiotaggio

Nell’inchiesta i magistrati ricostruiscono diverse attività legate alla scalata di Bpi

da Milano

L'imprenditore bresciano Emilio Gnutti è stato iscritto a Roma nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla scalata della Banca popolare italiana ad Antonveneta. L'indagine, affidata ai pubblici ministeri Perla Lori, Rodolfo Sabelli e Giuseppe Cascini, ipotizza anche i reati, in concorso con Fiorani, di aggiotaggio e false comunicazioni sociali. Nel dossier, compilato dai militari del Nucleo valutario, si ricostruiscono diverse attività legate alla scalata Antonveneta da parte della Banca popolare italiana. A carico di Gnutti sarebbero ipotizzabili anche altri reati finanziari.
I tempi della chiusura dell'indagine su Antonveneta, secondo gli inquirenti, sarebbero destinati ad allungarsi. Resta al vaglio dei magistrati romani la posizione dell’ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio per quanto riguarda la scalata di Unipol a Bnl e per quanto riguarda gli incontri avuti con il presidente delle Generali Antoine Bernheim e con l'ad Giovanni Perissinotto, incontri durante i quali l'ex governatore prospettò ai due vertici del gruppo di Trieste la possibilità di una «scalata italiana» ai vertici della Bnl.
Il pm Perla Lori potrebbe sentire l'ex numero due di Via Stalingrado, Ivano Sacchetti, che ai magistrati milanesi durante l'ultimo interrogatorio, avrebbe spiegato che fu di Fazio l'idea di organizzare la scalata. Secondo quanto si è appreso Gnutti, ex azionista di riferimento di Hopa, potrebbe essere ascoltato a breve dai magistrati.