Antonveneta, l’Opa di Bpl è sul tavolo della Consob

Aumento di capitale dal 20 giugno Amsterdam non converte il bond

Massimo Restelli

da Milano

Bipielle stringe i tempi per l’integrazione con Antonveneta. A poco più di 24 ore dal ritocco a 27,5 euro, l’ad Gianpiero Fiorani ha presentato alla Consob la nuova versione dell’offerta che, tra contanti e azioni, valorizza la banca padovana quasi otto miliardi.
Dopo lo stop dovuto al rilancio all’Opa di Abn Amro (26,5 euro in denaro), riparte quindi l’«orologio» autorizzativo dell’Authority, i cui 15 giorni si intrecciano con la verifica di Bankitalia che nel frattempo ha sospeso l’analisi del dossier per ottenere maggiori dettagli circa l’impatto dell’Ops sui conti della Lodi. Centrale sarà il previsto rafforzamento patrimoniale da 3 miliardi (metà legati a un prestito obbligazionario) deciso dai soci il 30 aprile. I dettagli dell’aumento, che partirà il 20 giugno per concludersi il 15 luglio, sono stati decisi la scorsa notte dal vertice di Lodi. Malgrado i dubbi di alcuni osservatori per l’assenza del consorzio di garanzia, il prezzo sarà di 8 euro (7,9 euro la chiusura di ieri) per azione (cui sono legati alcuni warrant gratuiti).
Fiorani ha però promesso un «premio fedeltà» di 1 euro a quanti conserveranno per almeno 18 mesi i titoli ricevuti in Ops (che ha visto salire a 4,9 euro la parte in contanti). Sembrano, invece, trapelare i primi segni di indecisione da parte di Amsterdam che, dopo aver escluso ulteriori ritocchi all’Opa (ferma allo 0,0259% del capitale), ha trascurato la prima finestra per convertire in azioni il prestito obbligazionario con cui avrebbe raggiunto il 29,89% di Padova. Una quota che, sommata al presidio del Lloyd Adriatico porterebbe Abn a un soffio dalla minoranza di blocco, facendo diluire l’ampia squadra raccolta attorno a Bipielle al 49,6% (37,4% riunito in un patto di sindacato con Emilio Gnutti, Ettore Lonati e Danilo Coppola).
La prossima occasione per Amsterdam è il 15 luglio, così da guadagnare peso specifico in vista dell’assemblea di Antonveneta che dieci giorni dopo (27 in seconda convocazione) sarà chiamata a scegliere il consiglio di amministrazione dopo che il tribunale ha cancellato il vecchio board targato Bpl a cui la Consob aveva contestato l’«azione di concerto». Un appuntamento in vista del quale infuria la battaglia legale tra Lodi e Amsterdam in un groviglio di ricorsi al Tar ed esposti alla Vigilanza. Quest’ultima negli ultimi giorni si è concentrata sul rastrellamento azionario con cui venerdì scorso Abn è salita al 24,7% di Padova ritirando alcuni pacchetti a un prezzo inferiore al minimo di seduta. Rebus che ha portato i legali di Lodi a sospettare l’esistenza di accordi precedenti e dietro cui ci sarebbero due fondi hedge assistiti da Deminor. A mantenere le distanze, specificando di non aver ancora preso alcuna decisione, è stato invece Generation Fund, il fondo delle isole Cayman che all’ultima assemblea controllava l’1,3% dell’ex popolare padovana.