Antonveneta, nel mirino dei Pm le consulenze per la scalata

Gianluigi Nuzzi

da Milano

Ai Pm di Milano interessano i bilanci della Popolare Italiana. Per questo ieri per tutta la giornata Eugenio Fusco e Giulia Perrotti con due ufficiali della Guardia di finanza hanno interrogato Riccardo Motta, il partner di Deloitte & Touche che nel 2003 rileva la staffetta da Umberto Lombardini nella certificazione dei bilanci della Lodi. Attività remunerativa: 370mila euro lo scorso anno per quasi 4mila ore di lavoro fatturate.
Le consulenze di Deloitte. Ma agli inquirenti interessa anche la consulenza prestata da Deloitte. Già perché da una parte la società verificava i bilanci, dall’altra stilava pareri di congruità sui valori di concambio e sulla validazione dei prospetti informativi preparati per le numerose acquisizioni. Risultato? Per capire i volumi di lavori basti ricordare che nel 2003 Deloitte oltre a 170mila euro di onorari per la revisione ha chiesto 1,35 milioni per le consulenze su operazioni finanziarie. Tra queste anche quella fornita per l’Opa di Antonveneta. Un parere che interessa i Pm milanesi visto le domande rivolte a Motta sul documento.
Ricucci & Billè. Per la prima volta negli atti dell’inchiesta su Antonveneta compare anche il nome di Sergio Billè, presidente di Confcommercio. È il dirigente della Popolare Italiana Gennaro D’Amico a indicarlo ai Pm milanesi nell’interrogatorio dello scorso 25 agosto. Sostiene di averlo incontrato a Roma il 6 luglio dove si era recato insieme a Gianpiero Fiorani e al collega Attilio Savarè con un jet privato messo a disposizione dal costruttore romano Caltagirone. I tre andarono negli uffici di Stefano Ricucci dove pranzarono insieme a Billè. Dopo il pranzo, indica sempre D’Amico, Fiorani, Ricucci e «forse anche Billè» si sono riuniti nello studio dell’immobiliarista romano.
«Mai più reticente». Ieri mattina D’Amico è tornato negli uffici della Procura per un breve incontro con Fusco. È lui, e non Fiorani, come scritto ieri, l’autore dell’sms «Habemus Papam» inviato a due dirigenti della Lodi subito dopo l’ok notturno ricevuto il 12 luglio da Fazio.
In un verbale D’Amico, ex dirigente di Banca d’Italia, mostra di voler collaborare su tutti i fronti con gli inquirenti e colmare le lacune lasciate offrendo particolari e retroscena sui quali per sua ammissione era stato «reticente». Si tratta quindi di una collaborazione a tutto campo da parte di questo fedelissimo di Fiorani sentito sempre come testimone?
AAA Sportelli cercansi. Le trattativa tra Popolare Italiana, tramite Lazard, e Abn Amro per la cessione della quota di Antonveneta congelata dalla Procura va avanti e si intreccia sempre più con le vicende giudiziarie. I pm Fusco e Perrotti seguono infatti con attenzione gli sviluppi della partita. E sembra che i contendenti stiano definendo le ultimi voci dell’accordo. Da quanto trapela rimane da scioglere il nodo sulla quota di minoranza che rimarrà a Bpi e il numero di sportelli che la Popolare andrà a rilevare. Di certo, seppur sospeso, Fiorani con il suo interrogatorio ha contribuito ad aprire un «corridoio diplomatico» impensabile appena un mese fa. L’acquisto della quota in mano alla Popolare (allo stesso prezzo dell’Opa andata deserta, 26,5 euro) sembra quindi una realtà sempre più imminente.
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