Antonveneta, nuovo esame per Fazio al Tar

I legali di Palazzo Koch: «L’istruttoria tecnica consentirà di fare chiarezza sulla correttezza del comportamento»

Pierluigi Bonora

da Milano

Il Tar del Lazio chiede chiarimenti alla Banca d’Italia sulle autorizzazioni concesse alla Bpl a salire nel capitale di Antonveneta. Il tribunale, infatti, ha ritenuto legittime le richieste dell’olandese Abn Amro che nel suo ricorso ha chiesto l’annullamento delle autorizzazioni. In proposito, il Tar ha emesso un provvedimento istruttorio in cui si chiede a Palazzo Koch di fornire entro il 2 luglio i chiarimenti richiesti.
Sotto la lente del tribunale amministrativo sono finite le modalità con cui Bankitalia ha condotto le istruttorie e monitorato le ripercussioni sul capitale della banca guidata da Gianpiero Fiorani. Una nuova udienza pubblica è stata fissata per il 13 luglio.
«È un provvedimento che a noi non dà fastidio - ha commentato una fonte vicina a Bpl -, riteniamo che le autorizzazioni siano state date regolarmente». «Soddisfazione» viene espressa dai difensori di Bankitalia, Agostino Gambino e Massimo Luciani, secondo i quali il Tar «ha da un lato confermato il carattere del controllo che l’Istituto ha sempre affermato di dovere esercitare e, dall’altro, sembra avere implicitamente escluso la rilevanza della censura di Abn Amro circa una pretesa disparità di trattamento e difetto di correttezza nel rilascio delle autorizzazioni ad Abn Amro. Una piena istruttoria tecnica sul giudizio prognostico compiuto da Bankitalia non può che essere accolta con favore perché consentirà di fare definitiva chiarezza sulla correttezza del comportamento dell’Autorità di vigilanza».
Il Tar lamenta che non sia «stata fornita l’evidenza documentale dell’istruttoria tecnica compiuta dalla Banca d’Italia al fine di accertare, al momento del rilascio delle autorizzazioni emesse in favore della Popolare di Lodi, la congruità delle operazioni di copertura patrimoniale». «Analoga carenza di risultanze - sostiene sempre il Tar - si riscontra a proposito dell’attività di monitoraggio tesa a verificare il rispetto del prescritto rapporto tra acquisti e margini patrimoniali» nel tempo. I legali di Abn Amro (la cui Opa su Antonveneta è ancora ferma allo 0,11938% del capitale) affermano che il coefficiente di solvibilità della Lodi sarebbe sceso «all’1,34% per almeno un mese di seguito mentre erano in corso gli acquisti di Bpl su titoli Antonveneta», contro la soglia minima fissata per legge all’8%.
Il coefficiente è poi migliorato grazie a cessioni di partecipazioni di minoranza da parte della Lodi che lo stesso istituto ha quantificato in un miliardo con due lettere inviate a Bankitalia. In queste lettere si afferma che le cessioni hanno riguardato quote di minoranza di società quotate del gruppo di Lodi, ma non si menziona né delle società né degli acquirenti i cui nomi sono coperti da «omissis» (si tratterebbe, come scritto dal Giornale, del 20% di Efibanca, e di quote di minoranza relative a Casse controllate, come Lucca, Pisa, Livorno e Cremona). Pur trattandosi poi di società quotate (Reti Bancarie e Bpl Investimenti), come notano alcune fonti, nessuna informazione è stata girata al mercato, fatta eccezione per la cessione del 2% di Reti Bancarie comunicata nei giorni scorsi e il cui valore è di poco inferiore ai 40 milioni.