Antonveneta, oggi Bpi chiede il dissequestro

Nella denuncia altri dettagli sulla gestione

da Milano

Banca Popolare Italiana prova a rientrare in possesso del 25,6% di Antonveneta. Completato l’ultimo giro di orizzonte con la Procura, questa mattina Bpi prevede infatti di consegnare l’istanza di dissequestro nelle mani dei magistrati. Un incartamento voluminoso su cui è proseguito fino all’ultimo il lavoro dei consulenti dopo l’integrazione apportata alla «denuncia-querela» che ha svelato nuovi dettagli sulla passata gestione: tra cui alcune operazioni immobiliari tra il gruppo e i clienti.
La banca, assistita dallo studio legale di Giuseppe Iannaccone, conta di aver compiuto i passi necessari per superare l’impasse Antonveneta chiudendo il contratto di compravendita con Abn Amro. La cessione - la quota è sotto sequestro da agosto - equivale a un incasso da 2,1 miliardi con cui Bpi potrebbe risollevare i conti dalla pulizia di bilancio avviata dal direttore generale Divo Gronchi (ogni giorno di ritardo provoca 150mila euro di oneri finanziari).
L’auspicio di Bpi è lasciarsi alle spalle l’avventura Antonveneta prima che l’assemblea, probabilmente venerdì 20 o sabato 21 gennaio, scelga il nuovo consiglio di amministrazione. La data sarà decisa il 12 dicembre, quando l’attuale board si presenterà dimissionario limitandosi a garantire l’attività ordinaria insieme a Gronchi. Scatterà così la corsa alle candidature per cui starebbe prendendo forma una lista di dipendenti.
Resta da sciogliere tuttavia la richiesta della Procura di ottenere un impegno scritto a non ripresentarsi da parte dei consiglieri o perlomeno del comitato esecutivo che più aveva condiviso la vorticosa crescita degli ultimi anni. Non mancano pressioni anche per un passo indietro del collegio sindacale. Un rinnovamento completo che non si deve però trasformare in un vuoto di potere a Lodi, pena alimentare gli appetiti delle altre popolari che sembrano pronte a soccorrere Bpi.
Intanto l’immobiliarista Danilo Coppola, che rientrava tra i pattisti ma non aveva accettato di vendere ad Abn, ha presentato appello contro la decisione del Gup di respingere la richiesta di sbloccare la propria quota di Padova.