Antonveneta, scontro finale tra Abn e Popolare Italiana

È ancora battaglia legale: Abn Amro vince in Tribunale e riprova con un altro esposto

Massimo Restelli

da Milano

Calendario dell’Opa e chiusura dell’aumento di capitale da 1,5 miliardi: Banca Popolare Italiana si prepara a sistemare oggi altri due tasselli della propria strategia per strappare Antonveneta dalle braccia di Abn Amro che nel frattempo ha però incassato una vittoria sul fronte legale. Ricevuto nella notte di mercoledì il parere del Cda padovano, Gianpiero Fiorani dovrebbe fare partire il cronometro della doppia offerta lunedì prossimo andando a «incrociare» per alcuni giorni l’Opa da 26,5 euro di Abn in scadenza il 22 luglio.
Il fronte raccolto intorno a Popolare Italiana controlla da tempo la maggioranza di Antonveneta ma l’avvio dell’Opa obbligatoria (24,47 euro in contanti) e dell’Ops volontaria (che tra contanti e azioni valorizza 27,5 euro ogni titolo padovano) porrà Amsterdam e alleati davanti a un bivio.
Malgrado il flottante praticamente inesistente sbarri oggi la strada all’Opa olandese (ferma allo 0,6% del capitale ma il termine potrebbe essere prolungato per seguire quelle lodigiane), Amsterdam potrebbe tentare l’arrocco nell’intento di frenare il matrimonio tra Padova e l’istituto di Fiorani da cui nascerebbe il quinto gruppo creditizio del Paese. L’alternativa per Abn sarebbe passare la mano, consegnando il proprio pacchetto (33% circa considerando il peso degli alleati) alla Popolare Italiana probabilmente ricevendo una buona plusvalenza dall’Opa in contanti. Per l’esito finale appare però centrale la battaglia legale che ieri ha visto il Tribunale di Padova respingere il reclamo di Fiorani contro la sospensione del Cda uscito dall’assemblea del 30 aprile. Un’ordinanza di 38 pagine da cui deriva un punto a vantaggio di Abn Amro che, consigliata dai propri legali, sta preparando un nuovo esposto dopo i dieci già presentati alla Consob (oltre 5mila quelli che si impilano ogni anno negli archivi dell’Authority). Oggi Fiorani chiuderà la ricapitalizzazione, più volte considerata «un successo» dallo stesso banchiere, mentre martedì sarà il Tar a esprimersi sulle proteste di Amsterdam per la politica di Bankitalia. Il 25-27 luglio l’assemblea dei soci sceglierà invece il nuovo vertice della banca, sostituendo il Cda in prorogatio (a maggioranza olandese) che ha definito «congrue» ma «non amichevoli» le Opa lodigiane.
Appuntamento in vista del quale oggi il patto parasociale (40% del capitale) che raccoglie Popolare Italiana, Emilio Gnutti, i fratelli Lonati e Danilo Coppola depositerà la propria lista a 15. Attesa anche la squadra di Abn, mentre l’immobiliarista Stefano Ricucci (che controlla anche il 2,4% di Lodi) ha detto che farà convergere il proprio 5% su chi «offrirà maggiori garanzie per gli azionisti».