Antonveneta, il tribunale ferma Bipielle

Ora anche Coppola ricorre al Tar e Fiorani vuole il provvedimento d’urgenza

Massimo Restelli

da Milano

Antonveneta è una delle prime dieci banche del Paese e ha un valore in Borsa prossimo a 7,5 miliardi ma da ieri è ufficialmente senza guida. A decapitare il gruppo padovano, oggetto del lungo braccio di ferro tra Bipielle e Abn-Amro, è stato il tribunale che ha confermato la «sospensione» del consiglio insediato dall’assemblea del 30 aprile sulla quale si era allungata l’ombra del concerto contestata dalla Consob ai danni della squadra lodigiana. Abn Amro ha visto così soddisfatte una parte delle ragioni del proprio esposto anche se, in mancanza di un accordo con la Popolare di Lodi, sarà probabilmente Bankitalia a risolvere lo stallo affidando Antonveneta a un commissario ad acta.
Il blocco, che il giudice Giovanni Giuseppe Amenduni ha affidato a un provvedimento di 18 pagine, rimette infatti nelle mani dei soci le sorti della banca sollevando un ginepraio di interpretazioni tra i legali dei due fronti. Se Abn ha salutato la fine del Cda targato Lodi come una vittoria di fatto richiamandosi alle motivazioni del giudice, il fronte di Bipielle ha contestato il fatto che la decisione del tribunale comporti l’automatico ritorno della vecchia squadra di vertice (in regine di prorogatio) dove gli olandesi esercitavano una influenza maggiore. La banca di Gianpiero Fiorani, che ha visto respinte le proprie istanze, ha alzato le barricate in caso di autoconvocazione del precedente Cda lasciando aperta anche la strada di chiedere la convocazione di un’assemblea per rinnovare il board (a norma di legge è sufficiente il 10% del capitale). Uno scenario quest’ultimo allo studio anche di Bankitalia che alla fine potrebbe però propendere per individuare un commissario ad acta così come previsto dal Testo unico bancario. Tale soluzione sarebbe vista con favore dalla stessa Bipielle che, spalleggiata dal ricorso dell’immobiliarista Danilo Coppola (caduto, insieme a Emilio Gnutti e ai fratelli Lonati, sotto l’accusa del concerto rilevato dalla Consob) si sta preparando a chiedere al Tar una decisione di urgenza sul proprio esposto.
Dopo i rilievi mossi le scorse settimane da Bruxelles, il direttore centrale Francesco Frasca ha intanto difeso l’operato della Vigilanza. L’Authority, ha detto Frasca a una platea in cui sedeva anche Fiorani, è concentrata «sulla correttezza delle operazioni» senza «alcun tifo» per le due squadre che si contendono il controllo di Antonveneta. Uno scontro che si combatte sempre più con le carte bollate: anche perché, in attesa che la Consob torni a esprimersi sull’Ops modificata da Bipielle, l’Opa di Abn Amro (che propone 25 euro ad azione) continua a procedere a rilento. Fino a ieri, l’offerta olandese ha raccolto lo 0,01634% del capitale mentre in Borsa Antonveneta restava incollata a quota 26 euro (più 0,15%).