Antony viaggia tra gotico e folk

Antony, l’androgino pupillo di Laurie Anderson e Lou Reed, lascia, ma senza rinnegarle, le brume dell’underground newyorkese e disegna panorami ben più eterogenei in quest’album capzioso, intrigante, per taluni aspetti magico. Si viaggia tra il Giappone più mitico, memorie dei Culture Club, cupezze gotiche e vaghezze folk, echi appunto della civiltà punk e trans e squarci di esplicita romanticheria. Grazie a un regime di suoni e ritmi veramente sofisticatissimo e allo stesso tempo a pronta presa - la lezione di Laurie & Lou -, e alla vocalità misteriosa di questo efebo geniale, in cui - ha rivelato qualcuno - s’intrecciano perfettamente il fanciullino e insieme il lato femminile che covano in tutti noi: qui, magari, smascherati ed esaltati all’estrema potenza.