Anziana militante muore in platea

nostro inviato a Fiuggi (Frosinone)

Voleva esserci a tutti i costi, Maria. E così, nel giorno dell’orgoglio di base storaciano, la politica delle passioni è entrata in collisione con l’ombra della tragedia, quando sotto il grande tendone del Palafiuggi Maria Del Soldato, 69 anni, aennina dura e pura, si è accasciata in mezzo al pubblico. Solo un grido soffocato dopo una fitta al cuore, nulla di più, poi solo il panico che si diffonde a macchia d’olio fra le persone che la circondano: «C’è un medico tra di noi, camerati?». E poi le grida, due chirurghi che accorrono, qualcuno che improvvisa un massaggio, l’ambulanza, i lavori che si interrompono: nulla da fare. Maria muore, per colpa di un ictus celebrale.
E nel dramma di quel malore si celebra anche la farsa dei soccorsi all’italiana, se è vero che per aiutare l’anziana militante devono arrivare ben due ambulanze (la prima era priva di defibrillatore). Purtroppo per lei sarebbe stato comunque troppo tardi: un malore fulmineo e spietato, nulla da fare. Così tutto dura solo lo spazio di pochi drammatici minuti: poi la tribuna degli oratori diventa per un attimo un altare improvvisato, Storace che interrompe la manifestazione, Padre-nostro-che-sei-nei-cieli e mani strette, come a bordo delle navi.
Voleva esserci a tutti i costi, Maria, pasionaria di Sacrofano, comune guidato da un monocolore di An. «Francesco è venuto tante volte da noi – aveva detto – stavolta voglio andare io da lui». Tutto accade durante l’intervento ultrapassionale di Massimo Abbatangelo. L’ex deputato di Napoli aveva suscitato risa e lacrime in platea, con la sua oratoria torrentizia, e il suo orgoglio di missino non pentito, quando Maria aveva iniziato a vacillare. Era la cronaca di una tragedia annunciata: gli amici che erano con lei in sala hanno poi raccontato che la sera prima la Del Soldato aveva avuto un malore ma non se ne era curata. Di più: malgrado le avessero sconsigliato ogni sortita, Maria aveva persino attraversato il paese con gli altri militanti, inscenando un mini-corteo, le bandiere con il simbolo della fiamma lungo i viali alberati di Fiuggi. E poi in sala, già affaticata, quel collasso di emozioni le è precipitato addosso.
Appena finisce di parlare Francesco Storace – che dedica le conclusioni anche a lei - va in ospedale dai familiari. Chi sa se l’avrebbe mai detto, Maria, che in questa giornata di nuvole e sole, nel tempo in cui molti credono che la politica sia solo clientele e affari, proprio lei sarebbe diventata – nella tragedia – uno degli ultimi simboli di quelli che mettono tutto il loro cuore nella militanza, una che muore durante un comizio solo per poter dire: «Io c’ero».