Anziana morta, caccia al killer. Spunta la pista del testamento

L’INDAGINE Il giallo di via Borsa. Accertamenti della polizia sui conoscenti dell’81enne Una cassaforte potrebbe nascondere la chiave del delitto

Si sta orientando verso l’omicidio l’inchiesta sulla morte di Franca Manfrini, 81 anni, trovata senza vita nella sua abitazione di via Mario Borsa 69. Quei segni sul collo hanno infatti messo in allarme il medico legale facendo intervenire la squadra mobile. E gli investigatori, non trovando elementi che smentiscano il delitto, hanno avviato accertamenti sulle persone frequentate dall’anziana, il suo conto in banca, il testamento. In attesa dell’autopsia fissata già per questa mattina.
Franca Manfrini viveva da 40 anni in quella casa al 12° piano, un trilocale, con bagno, cucina e due sgabuzzini, da quando cioè venne tirato quel quartiere all’estrema periferia nord ovest, ai confini con Pero, zona tranquilla e silenziosa, palazzi immersi nel mezzo al verde. La vittima era venuta ad abitarci ancora con il primo marito morto parecchi anni fa. Sola e senza figli, aveva poi conosciuto un altro uomo, che era andato a vivere da lei. E anche lui l’anno scorso l’aveva lasciata. Il parroco della chiesa di San Leonardo ricorda i funerali, la donna malferma sulle gambe, svenuta durante la cerimonia. Che la salute non la sorreggesse poi, lo confermano anche i vicini con cui spesso Franca Manfrini si sfogava. «Dormo male, mi sveglio in continuazione, mi manca il respiro».
Anche per questo il nipote dell’ex convivente, rimasto in contatto con l’anziana, ogni tanto la chiamava da Torino per informarsi del suo stato di salute. Venerdì il cellulare ha però squillato a vuoto. L’uomo ha inutilmente riprovato nella mattinata di sabato, poi ha avvertito alcuni conoscenti che abitano zona. Verso le 15 gli amici sono andati a cercarla, suonando ripetutamente alla porta chiusa a chiave. Alla fine hanno avvertito il 113 e gli agenti hanno fatto intervenire i pompieri, saliti al 12° piano con la scala.
La pensionata era in salotto, scivolata giù da divano, indossava un pigiama e un sciarpina al collo, che del resto era solita portare per colpa della cervicale. Sulla poltrona la borsa, vicino parte del contenuto, compreso il portafoglio trovato senza soldi. Il resto dell’appartamento in perfetto ordine, comprese le chiavi della donna trovata nel solito cassetto, niente armadi aperti e anche la cassaforte non presentava tracce di scasso. Sembra morte naturale ma il medico legale, quando scopre il collo nota dei segni neri compatibili con lo strangolamento. E la polizia apre le indagini cercando parenti amici e semplici conoscenti, compresa una domestica che andava saltuariamente ad aiutare la donna. Dovrà poi aprire la cassaforte per verificarne il contenuto, controllare se ci sono conti in banca e un testamento. Un eventuale omicidio può avere solo il denaro come movente, si tratterà ora di stabilire chi ne potesse trarre vantaggio. Ma più importante responso arriverà oggi dall’autopsia: solo il medico legale potrà stabilire se la pensionata è stata strangolata o si è trattato di morte naturale e quei segni sul collo sono stati provocati dalla sciarpa rimasta impigliata da qualche parte.