Anziana uccisa: romena fermata per omicidio volontario

Svolta nelle indagini per l'uccisione di Ada Tentori, 67 anni, uccisa in casa a Santa Maria di Sala. La romena, Delia Croitoru 37 anni, potrebbe aver agito dopo una serie di dissapori nata durante la convivenza con uno dei figli dell'anziana

Venezia - E' in stato di fermo per l'ipotesi di omicidio volontario la romena, ex compagna di un figlio della vittima, al centro delle indagini sul delitto di Ada Tentori, l'anziana uccisa a Santa Maria di Sala (Venezia). Lo ha riferito all'Ansa il Procuratore della Repubblica di Venezia, Vittorio Borraccetti, precisando che il fermo del Pm è stato deciso per i gravi indizi di colpevolezza che pesano sulla donna. I magistrati sarebbe convinti che la donna che abitava a poche centinaia di metri dalla casa di Ada Tentori, abbia agito da sola. Non vi sono infatti al momento altre persone indagate per il delitto. La donna fermata si chiama Delia Croitoru, 37 anni. Potrebbe aver ucciso l'anziana per una serie di dissapori nati con la vittima e i suoi familiari durante il rapporto di convivenza che Delia aveva avuto con uno dei figli di Ada.
Svolta dopo indiscrezioni di stampa L'indagine che ha portato al fermo di Delia Croitoru ha subito un'accelerazione - secondo fonti della Questura di Venezia - anche in seguito a notizie di stampa che avrebbero potuto indurre l'indagata a fuggire e a rendersi irreperibile. "Avremmo voluto avere un provvedimento restrittivo firmato dal gip di Venezia - ha detto il capo della squadra mobile di Venezia, Alessandro Giuliano - ma il succedersi degli eventi ci ha portato ad agire più in fretta, ricorrendo al fermo disposto dal pm Francesco Saverio Pavone". Giuliano ha aggiunto che, al momento, l'arma del delitto non è stata rinvenuta. Per il dirigente della mobile con i dati acquisiti con l'autopsia si può escludere che per il delitto sia stato usato un coltello, come si era ipotizzato nelle prime fasi dopo il ritrovamento del cadavere.
La rabbia della vicina: vergognati, l'hai uccisa "Vergognati hai ucciso la povera Ada". Così una vicina di casa di Delia Croitoru ha gridato alla romena sospettata dell'omicidio di Ada Tentori mentre la donna veniva caricata nell'auto della polizia. Prima di uscire di casa la Croitoru aveva lanciato due urla forse in preda allo sconforto, mentre gli agenti perquisivano e mettevano sotto sequestro l'abitazione che è di proprietà dell'ex compagno Massimo Rettore, uno dei cinque figli della Tentori. Il parroco di Sant'Angelo di Santa Maria di Sala, don Lino Bertin, che ha ricordato la disponibilità di Ada in parrocchia e il suo ruolo di fulcro della famiglia: "Era lacrime e sorriso. Veniva da me e mi raccontava tutti i suoi problemi - ricorda don Lino - soprattutto quelli all'interno della famiglia. Piangendo poi chiedeva scusa e diceva che solo con me poteva parlarne e dopo si metteva a sorridere".
"E' la fine di un incubo" "Siamo ancora tutti sotto choc". Così i vicini di casa commentano il fermo. Di Delia Croitoru gli abitanti del condominio di 12 appartamenti dove risiedeva Ada ricordano poco. "La si vedeva in paese - dicono - ed era una persona tranquilla che non aveva mai creato seri problemi". Ad una vicina di casa dell'anziana assassinata torna alla memoria solo uno screzio, quando la romena tentò di sottrarle un festone natalizio appeso alla porta. Di certo però nessuno ricorda liti tra Delia Croitoru e la famiglia di Ada, anche se negli ultimi due anni - raccontano i vicini - i loro rapporti avrebbero risentito della rottura fra la romena e Massimo Rettore.