«Gli anziani abbandonati nelle periferie»

«L’emergenza si verifica in tutte quelle occasioni in cui esista una reale urgenza di intervenire al fine di evitare il crearsi di una situazione di non coesione sociale e di non governabilità. E l’intervento deve consistere nel ricostruire le relazioni sociali indebolite o distrutte. Si tratta perciò di un concetto con una grossa valenza sociale e con una forte connotazione di urgenza. In questo momento storico la società rischia di essere letteralmente travolta dalle emergenze, per questo è urgente prevenire, riabilitare e rimettere in pista tutte quelle persone che sono segnate da situazioni di crisi, di sofferenza o di relazioni sociali fallite. Il mio invito va verso la valorizzazione della prossimità tra le persone, la costruzione di luoghi dove si può ripensare di vivere meglio. Chiamo questo tipo di intervento “cura”, utilizzando una parola che significa intervenire soprattutto nella cronicità, proprio là dove si dice che non ci sia più niente da fare, per difendere e promuovere la cultura della vita, fino all’ultimo respiro. L’emergenza specifica di Milano? Gli anziani, che vivono nella situazione più disagiata, abbandonati nelle periferie, lasciati a se stessi in quartieri degradati. È necessario il recupero della memoria, il recupero delle persone che questa città l’hanno costruita».