Anziani contro il taglio alle terapie antalgiche

Quarantamila firme contro i tagli alle terapie antalgiche stabiliti dalla giunta Marrazzo nel piano di riorganizzazione sanitaria. Firme degli anziani che, fino a due mesi fa, ne usufruivano per la cura di dolori reumatici e muscolari e che, ieri, hanno condiviso le istanze dell’Ursap Federlazio, l’ambulatorietà privata convenzionata, nel corso della manifestazione contro un provvedimento socialmente iniquo. Un taglio ingiusto, perché non guarda in faccia né imprese né cittadini: «Un atto ostile nei confronti delle piccole e medie imprese, perché, impedendo loro di fare riabilitazione a basso costo - spiega la presidente di Federlazio, Claudia Tulimiero Melis -, visto che le prestazioni eliminate costano in media circa 2 euro, colpisce prevalentemente gli anziani meno abbienti e motulesi che non ne potranno più usufruire gratuitamente». Quanto al cosiddetto risparmio prodotto dall’eliminazione di queste prestazioni, si risolve in una bolla di sapone. «Quest’iniziativa - precisa la Melis - aumenterà la spesa per la riabilitazione extra-ambulatoriale, nonché per i farmaci necessari alla cura del dolore, con effetti dannosi sulla salute degli anziani. Gli effetti di questa spesa alternativa non sono stati preventivati: basti pensare che dal 2002 al 2006, per effetto dell’eliminazione di altre prestazioni dalla convenzione, la spesa della riabilitazione e post-acuzie ha avuto un incremento complessivo di oltre 1,2 miliardi di euro. Per non parlare della perdita stimata di 400 posti di lavoro sugli oltre 4mila del settore». Come ipotesi alternative e concrete volte ad attuare un piano di risparmio, l’Ursap Federlazio propone di valutare quel dispendio sul «superfluo impiegato tra consulenze e auto blu», il riconteggio sul rientro di 28,2 mln di euro previsto per il 2007 che si otterrebbe applicando uno sconto del 2 e del 20 per cento rispettivamente a specialistica e analisi di laboratorio e, non ultimo, valutare un’indagine sulla produttività: il convenzionato produce 7 volte di più rispetto al pubblico, per cui conviene. Queste stesse istanze, presentate alla manifestazione organizzata presso l’auditorium del Divino Amore, la Federlazio le avrebbe volute discutere sia con il governatore Marrazzo sia con l’assessore alla Sanità Augusto Battaglia, ma non c’è riuscita: le istituzione hanno snobbato l’invito. E, come si precisa dall’assessorato alla Sanità, «non sono giustificate le preoccupazioni sul futuro degli ambulatori riabilitativi perché entro il 15 aprile verranno definite prestazioni, tariffe e bugdet per ciascun centro». Come a dire che il piano di rientro siglato al ministero dell’Economia e contenente il taglio delle prestazioni di fisiokinesi si può rivedere. Un’affermazione che mal convince operatori di settore e politica. Ecco infatti che il vicepresidente della commissione Sanità, Stefano De Lillo (Fi), ritiene «lo smantellamento delle prestazioni ambulatoriali antidolorifiche un fatto gravissimo».