Anziani soli, l’assistenza sanitaria corre sul Filo

Boom di chiamate al numero verde della Regione: un passaggio in clinica o la consegna di farmaci a domicilio i servizi più richiesti dagli over 60

Un passaggio in auto all'ospedale per ritirare le analisi, la consegna di farmaci e pasti a domicilio, la ricerca di un idraulico o di un elettricista. Queste alcune delle richieste che gli anziani lombardi hanno rivolto a «Filo d'argento», il pronto intervento telefonico istituito da Auser e sostenuto da Regione Lombardia. Da un'indagine effettuata da Doxa, emerge che su 401 telefonate arrivate al numero verde 800.995.988, l'88 per cento chiedeva un servizio di accompagnamento e il 12 per cento chiedeva informazioni di vario genere.
«La telefonia sociale - spiega l'assessore lombardo ai Servizi sociali, Giancarlo Abelli - è una rete alternativa dove la famiglia non c'è, quindi dove l'anziano ha bisogno di quell'aiuto pratico che serve a rendere la quotidianità più sopportabile e più sciolta». A sostegno della popolazione over 70 non autosufficiente, la Regione nel 2006 ha stanziato 926 milioni di euro, di cui 87 per l'assistenza a domicilio. Per la telefonia sociale sono stati impiegati tre milioni di euro a dimostrazione del fatto che il telefono risulta uno dei mezzi più efficaci per entrare in contatto con gli anziani che spesso non escono per giorni da casa. Il servizio richiesto attraverso la cornetta viene effettuato entro un paio di giorni al massimo. In Lombardia non è autosufficiente il 15 per cento degli uomini e il 19 per cento delle donne sopra i 65 anni: una popolazione di 1,8 milioni di persone, di cui 476mila vivono da sole e non possono contare su un aiuto sempre presente per le più piccole faccende domestiche.
«Non va bene affrontare i problemi solo nell'emergenza - aggiunge Abelli - Noi seguiamo la linea della prevenzione. Se il trend è quello della longevità, sarebbe proprio di una politica miope non studiare né attuare strumenti concreti. In Europa hanno avviato programmi di questo tipo. In Lombardia non vogliamo essere da meno».