Anziani truffati, arrestati 4 funzionari del patronato

Piero Pizzillo

Clamorosi sviluppi nell’inchiesta condotta dal pm Luca Scorza Azzarà sulle truffe compiute da dipendenti di un patronato, l’Associazione cristana artigiani italiani (Acai), che nei mesi scorsi aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati del funzionario Roberto Piaggio, difeso dall’avvocato Giuseppe Maria Gallo, accusato di associazione a delinquere e truffa, al pari di quattro indagati, cui sono stati ieri notificati gli ordini di arresti domiciliari. Si tratta del medico Antonio Ferrari, 59 anni, del responsabile regionale dell’Inas- Cisl, Stefano Gucciardi, dell’avvocato Costantina Sarzì Amadè, convenzionato con l’Inas e moglie di Gucciardi (difesi da Romano Raimondo) e Mauro Olivieri, dipendente dell’Acai (assistito da Laura Razetto). L’indagine era iniziata dalla denuncia di un pensionato che aveva detto di aver sborsato 1950 euro quale acconto per il disbrigo di una pratica di successione (invece non doveva pagare nulla, perché i servizi del patronato sono gratuiti). Il primo a cadere nella rete degli inquirenti è stato Piaggio, responsabile provinciale del patronato, che con la collaborazione di Olivieri riceveva da chi si rivolgeva al patronato per le pratiche denaro non dovuto (le prestazioni dovevano essere gratuite), che poi divideva con Gucciardi, la Sarzì e Ferrari, indagato da Piaggio come medico dell’Acai, ma si faceva pagare, visite, certificati e perizie.