Anziano lotta e mette in fuga il rapinatore

Nel centro storico, l’altro ieri, un pomeriggio qualunque: via vai di gente, odori di spezie e rumenta mischiati a quelli delle friggitorie e degli ultimi forni. Un anziano, quasi settantenne, ma vispo, procede a passo svelto, deciso, senza guardarsi alle spalle. Arriva in via della Maddalena. C’è ancora più gente, ma è come al solito: cioè, come se non ci fosse nessuno, in certi casi. L’uomo viene afferrato per il collo da un nordafricano, che punta subito al borsello. È un attimo: l’anziano non ci sta, si ribella, strattona altrettanto vigorosamente l’aggressore, lo fa rotolare a terra. A quel punto il rapinatore capisce che non è più il caso di insistere, che è meglio lasciare la presa e darsela a gambe approfittando del dedalo dei carruggi. Non si sa mai: la gente intorno fa finta di niente, da quel versante si può stare tranquilli. Ma potrebbe sempre arrivare la polizia. L’aggressione, per questa volta, finisce male per il delinquente, abbastanza bene per l’aggredito. Che deve farsi curare qualche escoriazione al pronto soccorso. Niente in confronto al bruciore che gli resta addosso per l’indifferenza di chi ha visto e si è girato dall’altra parte. Ferite, piaghe, che non guariscono mai.