Anzio celebra la sua memoria storica

RITORNO A Villa Adele reperti provenienti dai Musei Capitolini e dal British Museum

Ritrovati in città fra il Seicento e l’Ottocento, tornano ad Anzio, a Villa Adele, nella mostra «Anzio e Nerone» alcuni reperti conservati nei Musei Capitolini e al British Museum di Londra. Una selezione preziosa che dà l’idea della ricchezza e del lusso delle residenze imperiali, «riappropriazione delle memorie disperse», per il sindaco Luciano Bruschini. Come è avvenuto nel 2002 con la Fanciulla di Anzio di Palazzo Massimo rinvenuta nel 1878 in una nicchia della Villa Imperiale, nel 2004 con la Venere del Louvre e nel 2008 col il Ninfeo di Ercole, in deposito nel Museo Civico Archeologico.
Per la soprintendente Marina Sapelli Ragni «occuparsi di Anzio significa occuparsi di uno dei più importanti centri laziali». E ricorda le necropoli dell’età del bronzo, l’abitato protostorico del IX secolo, la «fase volsca» e quella romana. Imponenti i resti della Villa Imperiale, la «Villa di Nerone» che ad Anzio nasce nel 37 d.C. In età neroniana la colonia romana di Antium viene dotata di un grande porto con servizi e magazzini di cui le «grotte di Nerone» lungo la costa, sono testimonianza. È allora che la città vive la sua età dell’oro. Alla sontuosa e raffinata residenza imperiale, al porto, si affiancano altre ville, il teatro, le terme. Poi la decadenza e l’abbandono, e solo nel Cinquecento le prime scoperte archeologiche la scoperta del collezionismo antiquario che dà la stura a una fuga di tombe, capitelli, frammenti di colonne, statue che emigrano verso collezionisti e musei di tutto il mondo.
Evocano l’importanza del mare, il ruolo di Nerone nello sviluppo della città, il lusso e la ricercatezza delle sue ville i reperti esposti nella sala delle conchiglie della seicentesca Villa Adele, la dimora appartenuta ai Cesi, ai Pamphili, ai Borghese. Riconducono ai pericoli della navigazione le tre are, Ventorum,Tranquillitatis e Neptuni, recuperate nel porto romano durante i dragaggi per la costruzione del porto innocenziano. Sono conservate ai Capitolini, come i busti di Commodo e di Clodio Albino della Collezione Albani e il grande cratere di bronzo, trovato nel porto nel 1740, di Mitridate re del Ponto, come reca la scritta in greco. Forse ornava la residenza imperiale.
Ma il nucleo più cospicuo è del British Museum. Rinvenuto ad Anzio nel 1770 il busto di Afrodite del I sec. d. C., danneggiato da un incendio, fu restaurato dallo scultore Wilton. Dello stesso periodo uno dei bronzi più famosi trovato in Inghilterra alla fine del Settecento, la statuetta decorata e intarsiata del giovane Nerone. In mostra anche una colossale testa di Nerone, probabile copia del Settecento, proveniente da Atene. E ancora frammenti di decorazioni in ossidiana, monete, gemme, sigilli in corniola di Nerone.
Anzio, Museo Civico Archeologico, Villa Adele. Tutti i giorni 10.30-12.30/16-19.30, fino al 16 gennaio 2010.