APERITIVO A BASE DI OLIVERI

Di Enrico Musso e della speranza che ha ridato al popolo di centrodestra, abbiamo raccontato ampiamente. E il convegno di giovedì scorso organizzato nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi da tutti gli inquilini della Casa delle libertà è il miglior fermo immagine su questa speranza: sala strapiena, gente in piedi, facce di militanti veri. Voglia, soprattutto, di dire la propria, di avere la voce, scavalcando partiti e strutture che, spesso, nel passato, quella voce l’hanno repressa.
Ora, invece, il nuovo inizio. Ora, invece, la nuova speranza. Ora, invece, soprattutto, la possibilità di giocarsela, come ha spiegato bene ieri Claudio Scajola. Perchè, intendiamoci, contro un caterpillar della politica come Marta Vincenzi, Musso resta comunque sfavorito e illudersi che abbia già vinto farebbe più danno che bene. Anche e soprattutto allo stesso Musso che deve guadagnarsi ogni voto sul campo e si sta muovendo bene per farlo. Soprattutto, Musso si sta affrancando da una certa parte del suo mondo che era un po’ il suo peccato originale e rischiava di allontanarlo da quello che deve essere il suo elettorato di riferimento. La sua grande intelligenza politica si vede anche da questo, dall’aver corretto il tiro in corsa e dall’aver appreso come una spugna i consigli dei suoi elettori e del suo popolo. Insomma, meglio un voto - conquistato e sudato - che mille proclami. Così si vince, davvero. Non a parole.
Ma, per l’appunto, oggi lasciamo un attimo da parte Musso e parliamo di Renata Oliveri. Che - pur non avendo ancora iniziato a girare come una trottola la provincia, cosa che dovrà fare - si sta muovendo comunque benissimo. Parla con le persone giuste, coinvolge tutti, sa stare un passo in dietro nella visibilità rispetto a Musso, ma sa anche stare un passo avanti nella vis polemica rispetto al professore.
In attesa di vedere il primo faccia a faccia Musso-Vincenzi oggi pomeriggio all’Associazione piccoli proprietari di case - quasi un riscaldamento minimalista in attesa dei confronti cingolati che arriveranno più avanti - Marta si è confrontata con Renata. Probabilmente, pensando di mangiarsela. E invece. La Oliveri ha ribattuto colpo su colpo. Soprattutto, non si è fatta intimorire dal superpolitichese vincenziano, nè dalla lunghezza torrenziale dei suoi interventi. Soprattutto, ha dimostrato che spesso la durata dei discorsi non è direttamente proporzionale al loro contenuto. Soprattutto, ha dimostrato che si può parlare per dare forza e sostanza alle proprie idee e alla propria storia.
Soprattutto, la Oliveri ha aperto la strada a Enrico Musso su un punto: non bisogna lasciarsi intimidire dall’aggressività verbale di Marta. Che, fra l’altro, non la usa come strategia o in malafede. Ce l’ha proprio nel Dna. Se la si subisce, si perde. Se la si rintuzza, allora la storia cambia. Renata ha tracciato la strada, a Enrico il compito di seguirla. A partire proprio da oggi.