Aperta la discarica di Chiaiano: è subito protesta

Firmata l’ordinanza per
l’apertura della discarica di Chiaiano. Il provvedimento è immediatamente operativo: nel corso della notte sono arrivati i
primi carichi di rifiuti. Corteo di protesta. Il sindaco di Marano: "Valuto le dimissioni"

Napoli - È stata firmata l’ordinanza per l’apertura della discarica di Chiaiano, a Napoli. Il provvedimento della struttura del sottosegretario all’emergenza rifiuti Guido Bertolaso, secondo quanto si apprende, è immediatamente operativo: già nella notte dunque i primi camion hanno sversare i rifiuti, provenienti esclusivamente dalla città.

L'apertura della nuova discarica Nel corso della notte sono arrivati i primi carichi di rifiuti nella discarica napoletana di Chiaiano. Verso le 2 di questa notte sono infatti arrivati i 10-12 camion previsti. Il sottosegretariato rende noto che è stato sversato unicamente il "tal quale" per un massimo di 200 tonnellate al giorno, così come previsto. I rifiuti sversati provengono essenzialmente dal comprensorio, ossia dai quartieri a nord di Napoli e da alcuni Comuni limitrofi come Mugnano e Marano. A regime la discarica accoglierà al massimo 70 tonnellate quotidiane. L’arrivo degli autocompattatori e lo sversamento dell’immondizia è avvenuto senza alcun problema di ordine pubblico. Questa mattina, però, è in corso un’assemblea dei rappresentati dei comitati in difesa delle cave di Chiaiano e Marano presso la rotonda Titanic, nei mesi scorsi luogo simbolo della lotta contro l’apertura del sito.

La protesta dei comitati I comitati civici che si oppongono all’apertura dell’impianto si sono subito mobilitati riunendo un’assemblea all’aperto alla rotonda Titanic, crocevia delle proteste. Per tutta la mattinata si sono, infatti, registrati gravi idisagi per gli automobilisti che percorrono la bretella che dista appena qualche chilometro dalla discarica perché la strada è invasa dalla spazzatura. I manifestanti si sono poi diretti in corteo verso il centro cittadino di Marano per portare la propria protesta al Comune dove era in corso una giunta straordinaria convocata dal sindaco Perrotta, per decidere le misure da adottare.

Sindaco pronto alle dimissioni "Valuterò se dimettermi perché sembra che io non abbia più armi per sventare questo stupro del territorio", ha detto il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta dopo aver convocato una giunta straordinaria urgente per decidere tutte "le iniziative opportune, poi terremo anche un consiglio comunale. Ma non so più cosa fare, se si è deciso di aprire lo sversatoio nonostante ci sia in corso un giudizio pendente dinanzi al Tar del Lazio la cui decisione è attesa per il prossimo 25 febbraio".