Aperta un’inchiesta su «Parentopoli» alla Regione Calabria

I pm di Catanzaro indagano sui contratti «sospetti», dopo le dimissioni dell’assessore che ha assunto la moglie

Gabriele Villa

«Parentopoli». Nasce in Calabria il neologismo del nuovo scandalo di ordinaria amministrazione consumatosi nella pubblica amministrazione. Merito o colpa, dipende dai punti di vista, di Egidio Masella, l’assessore regionale al Lavoro, targato Rifondazione comunista, dimessosi martedì scorso dopo che era diventata di dominio pubblico una curiosa assunzione nello staff del suo assessorato. Quella di sua moglie, l’avvocato Lucia Apreda. Alla luce dei fatti, ma soprattutto delle dichiarazioni dello stesso Masella, la Procura di Catanzaro ha ieri deciso di aprire un’inchiesta sulle assunzioni dirette di parenti di politici avvenute negli anni più recenti alla Regione Calabria, per accertare se si configurino eventuali ipotesi di reato di abuso d’ufficio. Nell’inchiesta, delegata al reparto operativo dei carabinieri di Catanzaro, non ci sono al momento indagati, ma le dichiarazioni rese a botta calda dall’ex assessore regionale Masella, mentre consegnava la sua lettera di dimissioni stanno suscitando, come dire, una certa inquietudine all’interno della macchina regionale. E non solo in quella sede. Masella, dimessosi a seguito degli inviti del presidente Agazio Loiero e del commissario regionale del partito, Stefano Zuccherini, si era infatti detto «vittima di un complotto ordito da Rifondazione perché lui non era stato l’unico politico ad aver fatto assumere un proprio parente».
Risultato? I carabinieri si sono affrettati ad acquisire documenti relativi ad assunzioni di ex Co.co.co, contratti a tempo determinato e incarichi di collaborazione. Mentre alla regione Calabria e nel partito di Rifondazione comunista si è innescata una sorta di reazione a catena di dichiarazioni, precisazioni, puntualizzazioni varie. «Malgrado la grande ingenuità commessa, ho accettato le dimissioni di Masella - ha subito detto il presidente Loiero, che ha tenuto per sé le deleghe che gli aveva affidato in attesa di nominare il nuovo assessore - in quanto ci sono regole politiche che debbono essere sempre e comunque rispettate. In ogni caso voglio aggiungere, e non per atto formale, che l’assessore Masella ha svolto il proprio incarico con grande abnegazione e capacità in un settore di particolare difficoltà, complicato e pieno di insidie. Lo ringrazio per tutto questo e ribadisco che da parte di Masella c’è solo stato un eccesso di ingenuità. Lo dimostra il fatto che la Regione non ha mai pagato un euro all’avvocato Lucia Apreda». Particolare questo che, nella sua lettera di dimissioni, Masella ha tenuto a sottolineare, spiegando che sua moglie «già in data precedente al decreto di nomina del presidente aveva rifiutato per iscritto la nomina di consulente nell’ambito delle politiche del lavoro e che, purtroppo, tale rinuncia regolarmente protocollata, non era stata mai inoltrata alla Presidenza».
Di non minore entità il terremoto in seno a Rifondazione comunista. «Abbiamo apprezzato il fatto che, tenendo conto della gravità della vicenda che lo ha coinvolto, l’assessore alla Regione Calabria Egidio Masella si sia dimesso - ha precisato Patrizia Sentinelli, responsabile Enti Locali del partito -, prendiamo atto di quanto Masella afferma circa il fatto che l’incarico conferito alla moglie è stato frutto di ingenuità e conseguenza di una volontà di essere circondato da persone di fiducia, ma tutto questo non muta il nostro giudizio sulla gravità dell’accaduto. Riteniamo giuste le dimissioni perché il nostro agire all’interno della pubblica amministrazione non può e non deve essere in nessun modo oscurato a causa di errori che possano far pensare a una scarsa trasparenza». E le accuse? Le accuse di un complotto ordito a suoi danni? Rifondazione comunista getta acqua sul fuoco e per bocca ancora di Patrizia Sentinelli risponde così: «Non c’è stato verso Masella nessun tradimento da parte del partito, come lui invece ha affermato in un’intervista, ma piuttosto è stata adottata da parte nostra una linea di imparzialità e di trasparenza». Fine del primo round, forse. Ma i colpi di scena, con buona pace di Agazio Loiero, potrebbero non tardare.