Aperta un’inchiesta sull’assalto dei No Tav a Moretti

È stata aperta un’inchiesta, da parte della Digos di Genova, sui tafferugli dell’altra sera alla festa del Pd che hanno costretto l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, ad abbandonare sotto scorta il convegno cui era stato invitato. La polizia sta acquisendo filmati e foto degli scontri per identificare i No Tav che hanno contestato Moretti e costretto gli organizzatori ad annullare il dibattito, iniziato con la protesta pacifica dei familiari delle vittime della strage di Viareggio. Nei tafferugli, fra l’altro, è rimasto ferito Marco Priano, addetto alla sicurezza del Pd genovese, portato in ambulanza all’ospedale Galliera e medicato per alcune ferite al torace guaribili, secondo i medici, in quattro giorni.
La cronaca dei fatti è un crescendo di intolleranza sfociata in violenza: prima le urla e gli insulti dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, poi i tafferugli tra un gruppo di No Tav e le forze dell’ordine. Nel mirino l’amministratore delegato delle Ferrovie. Moretti avrebbe dovuto parlare di trasporto ferroviario e Alta Velocità insieme con l’eurodeputata del Pd Deborah Serracchiani. Ad attenderlo c’era però un nutrito gruppo di congiunti delle vittime della strage di Viareggio, pronti a urlargli contro tutta la loro rabbia per l’incidente ferroviario che ha causato la morte dei loro cari, 32 persone in tutto, tra cui giovani e bambini. «Una persona degna si doveva dimettere il giorno dopo l’incidente, invece lui è ancora lì», sosteneva Daniela Rombi, presidente dell’associazione «Il mondo che vorrei», arrivata in pullman dalla Toscana con una cinquantina di viareggini. Il moderatore della serata, il responsabile nazionale trasporti del Pd Matteo Mauri, ha preso la parola, ma la sua voce è stata sommersa dai fischi e dagli insulti. A scatenare la bagarre, però, è stato un gruppo di No Tav. Prima hanno esposto uno striscione «La Tav non passera», poi hanno cominciato a gridare «giù le mani dalla Valsusa». Dalle parole si è passati ai fatti quando la polizia in assetto antisommossa, temendo il peggio, si è schierata davanti ai No Tav. Sono volate sedie e spintoni. E Priano è stato colpito da una bottiglia. Solo dopo mezz’ora è tornata la calma. Intanto ieri sera il sindaco di Torino Piero Fassino non è intervenuto alla Festa. Per impegni sopraggiunti.