Aperta la scuola politica azzurra

Al primo giorno 65 in classe. Marzullo: «Esporteremo il corso in altre province»

«Scuola di partito»: si chiama così la scuola di formazione politica che il coordinamento provinciale di Milano di Forza Italia ha organizzato nella sede di viale Monza.
Il corso, che ha preso avvio ieri mattina, è articolato in un primo modulo di sei lezioni, che si tengono al sabato mattina fino a marzo. Dopo le consultazioni amministrative verrà attivata la seconda tranche. Le lezioni sono rivolte ad aspiranti amministratori (consiglieri comunali, assessori e sindaci della Provincia) e agli amministratori uscenti. L’iniziativa sembra avere riscosso un buon successo tanto che ieri, alla lezione introduttiva aperta dal commissario provinciale Guido Podestà erano presenti, 65 amministratori. «Si è parlato della storia del partito e del pensiero politico che lo caratterizza - ha commentato Podestà, che ha aggiunto - una scuola di formazione politica per un partito storico può essere la normalità, ma per un partito come il nostro è una novità». Gli fa eco il commissario cittadino Luigi Casero: «Forza Italia veniva dipinto come un partito di plastica. Invece non è vero, e il fatto che 65 amministratori vengano qui ogni sabato per investire sul loro futuro dimostra che il partito è presente sul territorio».
«Finora ci sono stati seminari, corsi di formazione a spot - ha detto Giuseppe Marzullo, vicecoordinatore provinciale con delega all’istruzione-. Questo invece è un sistema che si avvale di professori veri e propri». Le lezioni saranno tenute da professori che insegnano nelle scuole professionali per segretari comunali e pubblici amministratori, mentre i politici avranno la funzione di tutor. Un corso professionale, dunque, che permette di acquisire conoscenze tecniche e strategie politiche, ma anche di aggiornarsi sulle riforme attuate in questi anni: la prossima lezione tratterà la qualità della comunicazione politica, la terza delle riforme del governo Berlusconi. Nel quarto incontro si parlerà di ascolto del territorio, mentre nell’ultimo degli organi comunali e della loro gestione. «Cercheremo di esportare la scuola di partito anche in altre province - ha spiegato Giuseppe Marzullo - e vogliamo che sia anche un momento di ritrovo per meglio fidelizzare i nostri iscritti e simpatizzanti».