«Un’apertura è giusta ma teniamo le posizioni»

Salvini (Lega): « La cosa importante è che si avvicinino loro». Maiolo: «È un tiro alla fune: serve abilità»

Nei conciliaboli di Forza Italia (e della Cdl) non mancano le perplessità sul centrismo trasversale (e sull’autonomia) di Letizia Moratti. «Dobbiamo fare attenzione, altrimenti ci troviamo un Albertini e anche peggio» è una frase che riecheggia nei corridoi di viale Monza. Ma i mugugni rimangono ancora sullo sfondo, stemperati nel clima da luna di miele. La Lega è in agitazione. «L’importante è che sia lei a rimanere ferma e gli altri ad avvicinarsi a noi. Per esempio, sulla sicurezza a volte sento da parte del sindaco uscite molto tenere» dice il capogruppo lumbard in consiglio comunale, Matteo Salvini. I più fiduciosi sono gli esponenti della giunta, a partire dall’azzurra Tiziana Maiolo. «Sono favorevole a una politica di apertura per un motivo strumentale - spiega il vice commissario cittadino -. Abbiamo perso le elezioni e per portare soldi a Milano è nel nostro interesse fare i conti con la sinistra. Certo, rischiamo di essere strumentalizzati, è un tiro alla fune in cui serve abilità». Maurizio Lupi, vice commissario di Forza Italia, non si mette di traverso sulla strada del dialogo ma invita a rispettare il programma: «È inutile tirare per la giacchetta la Moratti, lei è un sindaco del centrodestra e non la si può spoliticizzare. Il dialogo va benissimo, l’importante è che si rispettino i contenuti del programma della Cdl». Lupi va sul concreto e spiega che cosa non apprezza dell’intesa: «L’uscita di Penati benefattore che vuole comprare Metroweb non ci appartiene perché va contro la nostra cultura liberale, così come il ticket per le auto, che è di sinistra». Via libera invece all’intesa con il sindaco di Brescia per l’integrazione Aem-ASm: «L’accordo con Corsini rispetta i contenuti della Cdl». Conclusione: «Il flirt Penati-Moratti è un’idea da fotoromanzo, la questione sono i fatti. E comunque gli ammiccamenti arrivano più dal centrosinistra».
Riccardo De Corato, vicesindaco di An e memoria storica di Palazzo Marino, invita a inserire la questione nel contesto: «Mi ricorda il via della giunta Albertini, quando si parlava di un’intesa con l’allora presidente del Consiglio, Massimo D’Alema. Il sindaco rappresenta tutta la città, per questo ha il dovere di dialogo. Ricordo solo che con Albertini le cose sono andate a finire male». Dubbi che il sindaco possa scivolare? «Pensare che cada in trappola sarebbe fare torto alla sua abilità. Sono convinto che il dialogo scompagini più le carte del centrosinistra che le nostre».