Prima apertura di Unipol alla Bpm: «Siamo in attesa»

Salvatori: «Aspettiamo l’advisor». Utile semestrale: più 40%. La multa a Hopa: «Per noi rischio remoto»

da Milano

Se fino a pochi mesi fa a un’ipotesi di aggregazione tra Unipol e la Banca popolare di Milano credevano veramente in pochi, da ieri l’idea non è esclusa nemmeno dal numero uno del gruppo bolognese. «Vediamo cosa suggerirà l’advisor a Bpm», ha risposto ieri Carlo Salvatori, ad di Unipol, a precisa domanda. Aggiungendo che «noi dobbiamo stare in attesa. Non prenderemo iniziative. Siamo attenti, ma si fa un passo avanti nel momento in cui si capisce che c’è una prospettiva. Oggi non ci sono le condizioni per dire: facciamoci vivi».
Salvatori ha inoltre sottolineato che «l’integrazione tra Unipol e una banca ha moltissimo senso», in quanto aprirebbe il bacino dei 6 milioni di clienti. Quanto alle possibili difficoltà di integrazione tra una spa e una cooperativa, come sono le banche potenzialmente interessate a un’operazione, il presidente Pier Luigi Stefanini ha rilevato che da parte degli azionisti «c’è disponibilità, un’apertura mentale molto interessante».
Di fronte alla «bomba» Bell (la maxi multa da 1,6 miliardi per evasione fiscale che pesa sulla Hopa, di cui Unipol è azionista importante) il dg Carlo Cimbri ha parlato di «rischio remoto di coinvolgimento. Non prevediamo di avere negatività». Cimbri ha spiegato che Unipol è interessata direttamente come socio di Bell per il 3% «per la mancata imposta pagata da Bell» e indirettamente come azionista di Hopa. Da fonti legali si è appreso che la linea difensiva illustrata ai singoli soci di Bell si basa su due pilastri: il primo è la residenza lussemburghese di Bell; il secondo è che la liquidazione di Bell (che avrebbe trasferito sui soci l’obbligo fiscale) non c’è mai stata. La plusvalenza Telecom è stata invece «monetizzata», diventando dunque una rendita sulla quale sono già state pagate le imposte.
Il cda del gruppo assicurativo ha ieri approvato la semestrale, chiusa con una crescita dell’utile netto di pertinenza del gruppo del 31,9% a 260 milioni. La raccolta Danni aggregata è stata di 2.110 milioni di euro (+5,1%), mentre nel ramo Vita è proseguita la programmata riduzione della vendita di polizze di capitalizzazione corporate, che ha portato la raccolta a 2.935 milioni di euro (-18,3%). La raccolta diretta aggregata totale si è attestata a 5.045 milioni di euro (-9,9%). Inoltre, il margine d’intermediazione del Gruppo Unipol Banca ha raggiunto 144 milioni (+16,6%) e l’utile netto di Unipol Banca è salito a 22 milioni (+37,3%). I risultati sono stati apprezzati dal mercato, che ha premiato i titoli Unipol con un rialzo dell’1,4% a 2,5 euro.
Salvatori ha ribadito l’obiettivo di definire entro l’anno «il tema del capitale in eccesso», stimato in 1,7-1,8 miliardi. «Potremmo non restituirlo se l’avremo speso per una combinazione societaria, ma potremmo anche fare un’operazione societaria senza spenderlo».