Api chiude l’Ipo e rinvia la quotazione

Il dietrofront dopo l’insuccesso del collocamento. Pausa anche per Italtel

da Milano

L’Api-Anonima Petroli ha confermato ieri il ritiro dell’offerta di collocamento chiusasi martedì, e la decisione di rinviare la quotazione in Borsa. Motivo della scelta è l’«attesa di condizioni di mercato più favorevoli», come precisa una nota della società petrolifera della famiglia Peretti Brachetti confermando le indiscrezioni trapelate martedì. Nelle stesse ore anche il cda di Italtel ha deliberato di sospendere la quotazione in Piazza Affari, per la quale aveva già completato le procedure. Per quanto riguarda Api, «nonostante il livello di adesioni da parte del pubblico - sottolinea la nota - e la qualità della domanda istituzionale italiana ed estera ricevuta, le condizioni dei mercati finanziari in generale e dello specifico settore in particolare suggeriscono che il completamento dell’operazione, in un contesto di intervenuta alta instabilità dei corsi azionari, non garantirebbe per il pubblico dei sottoscrittori quelle condizioni di soddisfazione del proprio investimento che il gruppo Api ritiene necessario per definire il successo dell’operazione». Sicuramente la decisione dell’Api è stata influenzata dai corsi della neo quotata Saras, la società petrolifera della famiglia Moratti, che, collocata un mese fa a 6 euro, ieri ne quotava 4,85. L’Ipo di Api, curata da Capitalia e Goldman Sachs, con Mediobanca come advisor, offriva 54 milioni di azioni a prezzo in range tra 5,25 e 7,25 euro. Già martedì, chiuso il termine, e poi ieri mattina, fonti finanziarie avevano anticipato che il book non era stato interamente coperto e parlavano di indicazioni di prezzo nella parte bassa del range e «anche sotto», non escludendo - come si è verificato - che l’offerta fosse ritirata. Una fonte, in particolare, spiegava che «la società è buona ma è cambiato il mood degli investitori, che ora si mostrano meno propensi a investire nell’azionario e tanto meno in nuove quotazioni».
Praticamente in contemporanea, ieri le condizioni di mercato sfavorevoli avevano indotto al rinvio dell’offerta di collocamento anche da parte della società di consulenza Value Partners, che puntava al segmento Star di Piazza Affari. Dall’inizio dell’anno salgono così, in un giorno solo, a quattro le società che hanno deciso di rinviare la quotazione: oltre alle tre degli utimi giorni, anche 3 Italia.
Negli ultimi sei mesi, tuttavia, 12 nuove società sono sbarcate sui listini di Milano. Una cifra di tutto rispetto se paragonata con quelle degli ultimi anni. Nel 2005 (che era già stato un anno record) le quotazioni sono state 15, nel 2004 otto, quattro nel 2003 e sei nel 2002.