Appalti G8, casa Scajola: l'ex ministro indagato Lui: "Sono sereno, si chiarirà la mia estraneità"

L'ex ministro è indagato per violazione della legge sul finanziamento dei partiti politici. La contestazione degli inquirenti della Procura di Roma è legata all’acquisto, da parte dell’esponente Pdl, di un appartamento in via del Fagutale, poco
distante dal Colosseo

Roma - Violazione della legge sul finanziamento dei partiti politici: questa l’accusa che è stata ipotizzata a carico dell’ex ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola. La contestazione degli inquirenti della Procura di Roma è connessa all’acquisto, da parte dell’esponente Pdl, di un appartamento in via del Fagutale, poco distante dal Colosseo. Gli accertamenti, avviati nei mesi scorsi, sono stati sviluppati dai carabinieri del Ros e dalla Guardia di finanza.

Secondo quanto si è appreso, il fascicolo, rubricato a Roma, per questo "episodio", chiama in causa il solo Scajola. I magistrati della Capitale hanno sviluppato le verifiche e le indagini, sulla base degli atti trasmessi dalla Procura di Perugia. Il procuratore capo Giovanni Ferrara e l’aggiunto Alberto Caperna coordinano ulteriori indagini che sono state avviate sulla cosiddetta "lista" di favori attribuita all’imprenditore Diego Anemone.

"Apprendo dalle agenzie che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo su una vicenda per la quale la Procura di Perugia, dopo un anno e mezzo di indagini, non ha ritenuto di dovermi indagare. Attendo, comunque, con la stessa serenità e la medesima riservatezza che hanno sinora contraddistinto il mio comportamento, che i magistrati romani portino a termine il loro lavoro, nella convinzione che verrà certamente chiarita la mia estraneità ai fatti". Lo afferma in una nota il parlamentare del Pdl, Claudio Scajola.