Appalti pilotati all’Anas: prime sentenze

Tra riti abbreviati e patteggiamenti, inflitte pene tra i due mesi e i due anni a 36 funzionari e imprenditori che hanno già risarcito danni per un paio di milioni

Circa 40 persone, tra dipendenti Anas e imprenditori edili, sono stati condannati ieri, con il patteggiamento o l’abbreviato, per le bustarelle girate in Lombardia per assegnare gli appalti per la manutenzione stradale. Sul banco degli imputati ancora 11 persone che hanno scelto il rito ordinario e sono sotto processo dall’11 ottobre.
Lo scandalo aveva portato in manette nel febbraio 2003 decine di persone, decapitando il vertice milanese dell’Anas, allargandosi poi progressivamente anche a Roma, Palermo, Bologna, Napoli, Forlì, Macerata, Reggio Calabria e Salerno. I trucchi per aggirare gli appalti erano tre: l’affidamento diretto dei lavori per «somma urgenza», la costituzione di un patto di non belligeranza tra 27 imprese, e l’accordo tra società per «pilotare» le offerte.
Per lievitare i costi si inventavano opere mai eseguite. Ma anche, come avvenne sulla statale 42 del Tonale, riempire la strada di massi per simulare una frana da rimuovere. A fine 2002 l’inizio delle indagini con la denuncia della Legambiente di Pontoglio, comune tra Bergamo e Brescia, dove con una falsa documentazione un imprenditore, in accordo con i funzionari corrotti dell’Anas, aveva estratto da una cava un quantitativo di ghiaia superiore al necessario.
Ieri dunque la resa dei conti con pene dai due mesi ai due anni, tra le quali alcune convertite in sanzione pecuniaria arrivate anche a superare i 26mila euro, inflitte dal gup Nicola Clivio a 30 imputati, tra cui gli ex dirigenti Anas Dario De Cesare, Ettore Dardano, Maurizio Maurizi e gli imprenditori Martinelli, accusati a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta e riciclaggio. Oltre alle 30 persone hanno patteggiato la pena anche dieci imprese edili coinvolte nelle indagini che dovranno ora versare complessivamente quasi 166 mila euro come sanzione amministrativa. Sempre ieri, ma in mattinata, lo stesso gup Clivio aveva giudicato con rito abbreviato altre cinque persone, condannate poi a pene che vanno da due mesi all’anno e quattro mesi di carcere. Per tutti gli imputati la pena è sospesa. Rimangono ancora da definire le posizioni di 11 imputati per i quali il processo con rito ordinario, è iniziato un mese fa.
L’Anas dall’inizio del procedimento ha ottenuto dalle persone fisiche e giuridiche che ieri hanno patteggiato risarcimenti che superano i 2 milioni di euro. Per i dipendenti Anas condannati, con la sentenza di oggi si aprirà un procedimento disciplinare ai fini «della decadenza del rapporto di servizio», cioè del licenziamento.