Appalti pubblici: in aumento cartelli tra imprese

Neanche i controlli serratissimi del Comune hanno scoraggiato il fenomeno dei «cartelli» tra imprese. Anzi, il vicesindaco Riccardo De Corato riferisce che «il collegamento sostanziale fra imprese che partecipano agli appalti è addirittura in aumento. Nel 2004 abbiamo fatto 5mila controlli e ci sono state 56 esclusioni dalle gare per la presenza di cordate. L’anno scorso i controlli sono saliti a 7mila, e per lo stesso motivo abbiamo escluso 65 partecipanti». Il fenomeno, ammette, «è molto radicato, anche se viene sottovalutato e sebbene abbiamo fatto un lavoro di controlli enorme con i pochi mezzi a disposizione. Al prossimo sindaco consiglio di proseguire sulla stessa strada e aumentare le risorse». Evidentemente, afferma, «ci sono società che a fronte dei controlli pensano comunque di poterla fare franca».
Il vicesindaco, con la direttrice dell’Ufficio gare e contratti, Mariangela Zaccaria, ha fatto il punto della mole di investimenti per opere pubbliche negli ultimi anni, «5,1 miliardi di euro dal ’97 a oggi - ha elencato -, e solo per il 2006 è prevista l’apertura di 132 cantieri, per un importo pari a un miliardo e 270 milioni di euro». Ad oggi risultano aperti 160 cantieri, per un totale di circa un miliardo: dalle nuove case popolari a scuole, residenze per anziani, verde, strade, parcheggi, mercati, musei.
«Se in questi nove anni è stato possibile portare a termine tante opere rispettando tempi e costi - ribadisce De Corato - è stato anche merito dei controlli preventivi, e “certosini”, sulle aziende che partecipano alle gare». Lavoro che, oltre a verificare se le imprese avessero fatto «cartello» fra loro, ha punito con l’esclusione anche le irregolarità contributive, la mancanza del requisito di qualità aziendale, la sussistenza di reati molto gravi a carico dei rappresentanti legali (corruzione, omicidio in cantiere per violazione delle norme di sicurezza, esecuzione dei lavori senza autorizzazione di subappalto), fattori che incidono sull’affidabilità morale dell’impresa. Per queste ragioni, solo nel 2005, il Comune ha escluso 24 società.