Appalti, quell’assunzione che inguaia Milanese

La figlia dell’imprenditore che avrebbe ristrutturato gratis la casa lavora alla Sogei, società controllata dal ministero. E l'uragano Milanese investe tutta la galassia di via XX settembre:<strong><a href="/interni/luragano_milanese_investe_galassia_via_xx_settembre/09-07-2011/articolo-id=533938-page=0-comments=1" target="_blank"> tutte le nomine in gioco a rischio
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Gian Marco Chiocci
Simone Di Meo


Follow the money, segui i soldi. E se i soldi non ci sono, segui i muratori. Così è successo per la casa al Colosseo dell’ex ministro Claudio Scaiola (mai indagato). Così gli inquirenti stanno provano a fare con la casa romana in uso al ministro Giulio Tremonti ma pagata dal suo braccio destro, il parlamentare del Pdl, Marco Milanese (lui sì indagato). E proprio seguendo i lavori di ristrutturazione dell’appartamento la procura di Napoli ipotizza scenari oscuri collegati all’elargizione di appalti. E ad assunzioni ad hoc. Vediamo come. I pm hanno fatto perquisire dalla Digos di Napoli le sedi romane della Edil Ars e della Sogei, quest’ultima società di riferimento del ministero dell’Economia che gestisce l’anagrafe tributaria di 40 milioni di cittadini. E questo, per l’appunto, perché i lavori di ristrutturazione della casa di via Campo Marzio a Roma, pagata 8.500 euro al mese da Milanese sarebbero stati eseguiti gratis. Non c’è traccia dei pagamenti né delle fatture che ammonterebbero ad almeno 200mila euro. La polizia ha perquisito anche l’abitazione del costruttore Angelo Proietti (non indagato), amministratore e socio al 50 per cento della Edil Ars e gran procacciatore di appalti pubblici. L’ipotesi del pm Vincenzo Piscitelli è che la Edil Ars abbia eseguito quei lavori in cambio di importanti appalti da parte della Sogei, con la quale – peraltro e già da anni – è in rapporti d’affari più che buoni. Tanto che già sul finire del 2009 viene perquisita la sede della Sogei per acquisire una serie di contratti per appalti di manutenzione e ristrutturazione affidati proprio all’azienda di Proietti. Il business sull’asse Sogei-Edil Ars, dal 2002 al 2010, è di oltre 24 milioni di euro (spesso con trattativa riservata e secretata). Ma a rendere ancora più stretto il legame, secondo gli inquirenti, sarebbe l’assunzione di una figlia di Proietti presso la Sogei che – interpellata mesi fa da Italia Oggi – non ha smentito l’assunzione limitandosi a dichiarare che «il personale viene selezionato in base alle competenze e ai titoli di studio necessari per le posizioni da ricoprire».

Gli appalti e le assunzioni incrociati tra le società, e l'assunzione della figlia di Proietti alla Sogei, ricorrono anche nell’interrogazione parlamentare dell’8 giugno scorso presentata dal senatore Elio Lannutti a proposito della doppia operazione di azzeramento, in poco meno di due anni, del Cda Sogei imposta da Tremonti e definita, dalla Corte dei Conti, «invero sconcertante e contraria a principi e regole di condotta poste a garanzia di una sana e corretta gestione societaria: lo scioglimento». In questa vicenda, magistratura contabile e penale sembrano puntare sulle modalità con le quali sono state assegnate importanti commesse pubbliche da parte della controllata del Tesoro, su cui ancora la Corte dei Conti, nell’aprile del 2009, aveva aggiunto: «La gestione del sistema contrattuale, nel periodo considerato (2004-giugno 2006) presenta indubbiamente molteplici criticità e mostra talora insufficiente adeguamento, sostanziale se non formale, alla normativa nazionale e comunitaria in materia e ai principi di trasparenza delle procedure e tutela di concorrenza tra tutti gli operatori del mercato». Tutto ciò accadeva mentre la Edil Ars di Proietti cresceva nel fatturato, collezionando clienti di tutto rispetto come Vaticano, Avvocatura dello Stato e ministero dei Beni culturali.