Appalto Global Service: «Cifre da Superenalotto»

Duecentosedici milioni di euro per nove anni, 24 milioni ogni 365 giorni, due milioni di euro al mese. Iva esclusa. E precari pure. Sono le cifre del nuovo maxiappalto di global service indetto dal Policlinico «Umberto I», l’ospedale più grande d’Europa. Numeri che fanno infuriare il segretario Ugl del Lazio Duccio Prosperi, il quale tuona contro un provvedimento «che presenta cifre da Superenalotto, in barba ai lavoratori». «Perché mai - si chiede il sindacalista - quando si tratta di gare e appalti la Regione Lazio trova sempre i soldi, mentre per stabilizzare i precari, incentivare il personale e abbattere le liste d’attesa dei servizi sanitari non c’è mai il becco di un quattrino?». Mistero.
Certo è che la delibera firmata dal direttore generale Ubaldo Montaguti si propone di affidare a un unico operatore i servizi di pulizia, lavaggio e noleggio biancheria e divise, ristorazione e logistica dell’azienda Policlinico, attualmente esternalizzati ed eseguiti da più imprese. Lo scopo della gara a procedura aperta, in sostanza, è quello di ottenere migliori livelli igienici e qualitativi, con conseguente ottimizzazione dei costi. Un aspetto, quest’ultimo, che proprio non convince il segretario regionale Ugl: «Si poteva prevedere un bando di durata inferiore - afferma Prosperi - spendere meno e stabilizzare qualche operatore in più. Ma la Pisana trova 216 milioni di euro per un contratto di global service a pochi mesi dalle elezioni: un caso?».
Il periodo di espletamento della gara è pari a sei mesi, durante i quali saranno ancora i vecchi gestori a occuparsi di pulizia, stoccaggio delle merci, confezionamento e distribuzione pasti, manutenzione delle attrezzature da cucina, disinfestazione e derattizzazione e, infine, forniture di materiali di consumo per i distributori igienici e di prodotti alimentari. Come si legge infine nella delibera sottoscritta da Montaguti, «l’esatta quantificazione dell’importo complessivo del contratto novennale è demandata alla fase di aggiudicazione», mentre «l’imputazione dell’onere a carico di ciascun esercizio è rimessa al corrispondente conto della voce di bilancio». In altre parole, i costi potrebbero anche lievitare oltre.