GLI APPARECCHIElettronico o chimico, ecco le differenze

L'etilometro chimico è in genere uno strumento monouso. Un sacchetto contenete dei reagenti chimici: si soffia sul boccaglio, e, a seconda che si rilevi o meno la presenza di alcol, si colora rispettivamente di verde o di giallo. Questo tipo di test si può trovare facilmente in alcuni supermercati, farmacie e stazioni di servizio. Non sono in grado di rilevare l'esatto livello alcolico nel sangue, ma sono capaci di indicare se la persona che fa il test è al di sotto o al di sopra della soglia consentita (in Italia fissata a 0,5 grammi per litro di sangue). I vari strumenti appartenenti a questa tipologia sono chiamati anche «precursori», proprio perché non hanno un valore probatorio, ma servono solo nei controlli effettuati per strada dalle forze dell'ordine o ai singoli automobilisti, che in questo modo, in pochi istanti, possono conoscere la propria condizione. Gli etilometri elettronici invece sono dei dispositivi di misurazione più complessi: concepiti per essere utilizzati più volte, sono in grado di «leggere» la presenza di alcol in milligrammi per litro e la traducono in numeri su uno schermo. Hanno dei costi più elevati, che possono variare tra i 400 fino ai 7mila euro.