Appartamento dell’Aler al presidente del tribunale

Alla fine tocca anche al Golgi Redaelli, l’istituto che gestisce tre case per anziani: il Redaelli a Milano, il Golgi di Abbiategrasso e il Redaelli a Vimodrone. Oggi il presidente Rodolfo Masto consegnerà la lista degli inquilini delle 360 unità immobiliari di proprietà dell’ente. In realtà Masto è stato il primo a mettere on line la lista degli immobili dell’ente pubblico, corredati dei canoni di affitto, della metrature degli appartamenti e della data di scadenza del contratto, ma senza i nomi che arriveranno i commissione oggi, appunto. Tra questi spiccano giornalisti e politici, che «ottennero la casa però, partecipando a un’asta a evidenza pubblica, e che pagano un affitto che è stato, negli anni, rivisto».
L’ente possiede circa 360 unità immobiliari, di cui 90 in pieno centro: di queste circa 30 sono appartamenti, il resto uffici. La quota rimanente del patrimonio si trova in periferia e risponde a canoni sociali. A due passi da via Torino troviamo Natalia Aspesi, giornalista della Repubblica, e curatrice della rubrica «Questioni di cuore» sul Venerdì: abita in un appartamento da 210 metri quadrati in via Olmetto per cui paga 50mila euro l’anno, cui si aggiungono spese condominiali ed eventuali imposte. Come ha avuto l’appartamento? Ha partecipato a un’asta pubblica. Il suo appartamento - il più costoso dell’intero patrimonio - la gironalista se l’è aggiudicato partecipando, come chiunque altro all’asta.
Lo stesso discorso vale per Fabio Zanchi, ex giornalista dell’Unità, ora lavora nell’ufficio stampa della società Expo 2105 spa. Occupa una appartamento in via dei Piatti, paga 21mila euro l’anno per 125 mq. Come redattore dell’Unità, Zanchi ai tempi non percepiva uno stipendio da giornalista ma equiparato a un metalmeccanico, con un reddito chiaramente basso. Venuto a conoscenza dell’esistenza degli appartamenti, fece domanda, al momento però non c’erano appartamenti sfitti e Zanchi venne messo in graduatoria. Un giorno arrivò la telefonata: era la casa di Enzo Tortora. Per entrare ricevette richiesta di tre mensilità più tre di caparra, e fu necessario fare dei lavori di ristrutturazione che costarono 25 milioni di lire allora. In via dei Piatti, sempre dietro via Torino, troviamo anche Giovanna Milella, ex cronista dell’Unità ora giornalista della Rai, moglie di Edaordo Segantini, inviato speciale di Milano. nella stessa via abita anche l’ex parlamentare missino Pietro Cerullo, che ora siede nel consiglio di amministrazione di Aler. In via Olmetto troviamo anche Michele Battiato, ex consigliere comunale del Pdl. Attenzione però: si tratta di inquilini che vivono in queste casa da 25 anni e avevano firmato i contratti ai tempi dell’equo canone, che negli anni sono stati aggiornati. Ma come vengono fissati gli affitti? In base alla legge 431 i contatti vengono concordati con i sindacati. Nel 2011 il Golgi venne invitato dal Comune insieme agli altri enti di assistenza a siglare un accordi con il sindacato. Gli enti avrebbe guadagnato meno degli affitti, ma avrebbe recuperato con agevolazioni fiscali su Ici e Ires. «Noi siamo stati i primi a applicare canoni di locazione con i valori massimi consentiti all’accordo locale - spiega il presidente Rodolfo Masto - I canoni vengono stabiliti dalle quotazioni dell’agenzia del territorio e delle quotazioni del Borsino immobiliare». Appartamenti venduti? Un solo, «noi possediamo interi stabili, ma in quel caso si trattava di un appartamento che ci era stato lasciato in donazione». Intanto ieri alla commissione Casa del Consiglio comunale il direttore generale del Pio Albergo Trivulzio Fabio Nitti ha consegnato l’elenco die 105 unità immobiliari sfitte dell’istituto.