Appello agli indecisi: «Votare a sinistra scelta assurda»

Il presidente della Fondazione: «È Berlusconi il De Gasperi della politica italiana». «Non amiamo chi brucia le nostre bandiere»

nostro inviato a New York

Quando sale sul palco della portaerei Intrepid ormeggiata a Manhattan, Silvio Berlusconi ha gli occhi lucidi. Le parole con cui il presidente della Intrepid Foundation, Michael Stern, lo invita a ritirare la “Medaglia della libertà” non possono non lasciare il segno. «The onorable Silvio Berlusconi» china il capo, quasi in segno di ossequioso rispetto, e lascia che Stern gli metta al collo - con tanto di aggiustatina al papillon dello smoking - quel premio che nelle ultime cinque edizioni è andato a Bill Clinton, George Bush, Ronald Reagan, Yitzakh Rabin e Margaret Thatcher. Le parole del novantacinquenne Stern, i cui solidissimi rapporti con l’Italia risalgono allo sbarco di Anzio del ’44, sono ancora nell’aria: «L’America si sente con Berlusconi, lui è il De Gasperi della politica italiana».
Dopo le tre standing ovation incassate in mattinata a Washington durante il discorso al Congresso, anche gli invitati alla cena sulla portaerei museo ormeggiata al molo 86 si alzano in piedi per un applauso scrosciante. I due - che sono partiti insieme da Newark in elicottero per arrivare sull’Intrepid quando in Italia è ormai l’alba - si abbracciano calorosamente, a sancire un’intesa politica ma pure d’intenti chiara fin dalle prime parole pronunciate da Stern.
Il presidente della Intrepid Foundation, infatti, decide da subito di non lasciare spazio a dubbi. Dopo quella precisazione arrivata martedì sera da una stravagante fonte anonima del Dipartimento di Stato («gli Usa non ingeriscono nella politica interna italiana», riferiva a un’agenzia di stampa di casa nostra cercando in qualche modo di rettificare le parole pronunciate solo qualche ora prima da Bush in persona), Stern va dritto al punto. «Alcuni giorni fa - racconta - l’AP mi ha chiesto perché volevamo interferire sulle elezioni italiane. In realtà, ho invitato Berlusconi a ricevere il premio molto tempo fa e non vedo perché la stampa italiana debba montare una storia incredibile». E, per evitare fraintendimenti, aggiunge: quella del presidente del Consiglio è una visita «fantastica» perché «non ho mai visto così tanto entusiasmo tra i rappresentanti del Congresso» se non quando «il presidente Usa parla dell’Unione». Poi attacca di petto il centrosinistra italiano, perché «all’indomani dell’11 settembre Berlusconi convocò una manifestazione pubblica a Roma», mentre i Ds (che sono «sempre un partito comunista») «fecero una contro-manifestazione con la falce e il martello». «L’America - conclude Stern - non ama quelli che bruciano la nostra bandiera e poi ballano nelle strade».
Mentre lascia l’Intrepid dice la sua anche Berlusconi. «Sul presunto carattere elettorale di questo viaggio - spiega - ha già risposto Stern, sono stato invitato molto tempo fa. Se poi - aggiunge - questa visita può fare emergere la bontà e la giustezza della nostra politica estera ben venga anche nel periodo elettorale». E ancora: «Io non so darmi ragione di come ci siano degli italiani che possano dare la loro preferenza alla sinistra con cui abbiamo a che fare, è una cosa che non capisco». Il premier conclude con un appello agli indecisi (che «non riesco a capire» perché «votare a sinistra mi sembra una cosa fuori dal mondo», una «scelta assurda») e uno sguardo ai sondaggi. «Per ora - dice - siamo al pareggio». E dopo questa tre giorni americana? «Speriamo di essere in vantaggio».