Appello di Berlusconi sui rifiuti: "Serve l’aiuto di tutte le Regioni"

Il premier in campo per Napoli: "Emergenza nazionale, richiede solidarietà". Ma invita la Campania ad accelerare sugli impianti

Roma - È un luglio infuocato quello che attende Silvio Berlusconi. Trenta giorni nei quali la ritrovata coesione del Pdl attorno al neo-segretario Angelino Alfano e la faticosa ricucitura del rapporto con la Lega sarà messa a dura prova da una serie di test parlamentari. Il calendario è fittissimo. Si inizia con il testamento biologico che occuperà praticamente per intero questa settimana, per poi procedere con il decreto rifiuti, il decreto immigrazione e la discussione sulla manovra di stabilizzazione dei conti pubblici. Senza dimenticare il voto sull’autorizzazione all’arresto per Alfonso Papa.
Tutti appuntamenti per i quali, per dirla con le parole di ieri del ministro Galan al mensile Pocket, si dovranno «archiviare i personalismi, sotterrare le polemiche e puntare tutto sul coraggio». Un primo segnale della volontà di giocare all’attacco, senza troppi tatticismi, è arrivato dalla risposta dettata dal premier alla lettera dei presidenti di Regione. Una missiva con la quale il presidente della Provincia di Trento Lorenzo Dellai, insieme a numerosi governatori, tra i quali Vasco Errani, Renata Polverini e Roberto Formigoni chiedevano all’esecutivo di «dichiarare la situazione di emergenza, richiedere la cooperazione di tutte le regioni», verificando contestualmente che «prioritariamente a ogni altra forma di intervento» fossero attivate «le procedure per la costruzione di nuove discariche a Napoli».
Un invito a una solidarietà diffusa (e condizionata) che Berlusconi fa propria, senza timore di irritare la Lega. «Raccogliendo le preoccupazioni del capo dello Stato, faccio appello a tutti i governatori delle Regioni affinché concorrano alla soluzione del problema rifiuti in Campania» scrive il premier. «La situazione ha assunto il carattere di una vera emergenza nazionale tale da richiedere ogni forma di collaborazione e solidarietà a livello sovraregionale così da alleviare le sofferenze della popolazione napoletana. E mi auguro che l’esempio dato da alcune Regioni, con la concessione dei nullaosta per il trasferimento dei rifiuti, venga presto imitato. Con la certezza che anche la Regione Campania, in virtù dei poteri straordinari ricevuti, acceleri le procedure per realizzare gli impianti necessari ad avviare un corretto ciclo dei rifiuti».
Berlusconi, insomma, non vuole rifugiarsi nel primum vivere. Un atteggiamento figlio anche delle buone sensazioni regalategli dal Consiglio nazionale del Pdl. Chi ha avuto occasione di parlargli nel fine settimana racconta di un premier estremamente soddisfatto per la qualità del discorso di Alfano e per l’accoglienza riservatagli dalla platea. Il timore che il neo segretario potesse essere salutato in maniera tiepida esisteva e invece ha prevalso l’entusiasmo per il nuovo inizio. «Ha l’autorevolezza necessaria per essere davvero percepito come il capo del partito» ha spiegato il premier. Sulla fattibilità dell’operazione di «accreditamento» di Alfano, Berlusconi non nutre alcun dubbio, convinto com’è che sia la figura più adatta per ascoltare e farsi ascoltare, ma anche per porre fine a una serie di pratiche decisamente anarchiche che hanno segnato i comportamenti di alcuni maggiorenti del partito. Anche per questo Berlusconi ha deciso di condividere con il neo segretario il primo incontro con il gruppo parlamentare fissato per questa sera a Montecitorio. Un momento di confronto in cui l’ormai quasi ex Guardasigilli illustrerà la volontà di procedere velocemente alla nomina di un organismo per la regolamentazione delle primarie, in modo da renderle immediatamente operative fin dalle elezioni di Palermo.
Sullo sfondo sta iniziando la grande partita a scacchi per il riavvicinamento con l’Udc. Il premier è convinto che l’atteggiamento ambiguo del centrosinistra sulle manifestazioni anti-Tav e la naturale, comune confluenza sul testamento biologico possano essere elementi utili a questa causa. Così come non è escluso che anche sulla manovra - ferma restando la fiducia in aula - si possano accogliere suggerimenti e modifiche firmate dal partito di Casini in sede in Commissione. Un unico punto resta non negoziabile: la convinta adesione al bipolarismo. Un elemento che per il Pdl resta l’intoccabile lascito ereditario di una stagione politica.