Appello choc di una maestra: «Picchio gli alunni, aiutatemi a guarire»

È andata dal medico del lavoro a confessare il suo tormento: «A scuola picchio i bambini, non stanno attenti, non mi ascoltano, alcuni li ho presi a calci. Non è che voglio far loro del male, ma non so controllarmi». Lei insegna da 25 anni, all’asilo. Fino a poco tempo fa era in servizio. È stato il caso di Pistoia a farle scattare una molla: chiedere aiuto, far intervenire qualcuno affinché la fermasse: «Nessuno mi ha mai scoperto - il suo racconto - ai bambini non sempre si crede e io sono stata fortunata. Finora l’ho fatta franca, ma ho paura di finire anch’io in prigione prima o poi. Mi aiuti la prego» ha detto al medico. Anna (nome di fantasia) sa che può parlare apertamente, sa che non rischia denunce penali grazie al segreto professionale che vincola il medico. Si è confessata col dottor Vittorio Lodola D’Oria, specialista in malattie del lavoro e membro della commissione medica che stabilisce l’idoneità degli insegnanti a continuare a lavorare dopo le malattie. Ma ci sono altri casi come il suo. Alcune colleghe che sono ancora in servizio.