Appello di Ciampi ai Poli: abbassate i toni

Massimiliano Scafi

da Roma

Pericoli no, perché «la nazione è salda e le campagne elettorali accese hanno sempre rafforzato la democrazie». Timori nemmeno, la situazione è perfettamente sotto controllo. «Seguo con attenzione gli eventi di questi giorni - dice Carlo Azeglio Ciampi - ma non ho motivo di particolare preoccupazione». I toni però, quelli sì bisognerebbe abbassarli, sia per una forma di «rispetto reciproco», sia per farsi «capire meglio» il 9 aprile dagli elettori.
Scontri verbali, aria pesante, quotidiane scaramucce tra i poli. Prima il rischio evocato da Silvio Berlusconi a Genova di un’«emergenza democratica». Poi l’altra sera, dopo il public announcement del Dipartimento di Stato Usa su eventuali rischi per scontri di piazza, l’ennesima polemica tra centrodestra e centrosinistra. Il presidente, che ne ha abbastanza di questa rissa continua, cerca di ridimensionare l’allarme: non siamo in Sudamerica. «Nessun pericolo - ripete - non ci sono motivi particolari di preoccupazione. D’altra parte come cittadino elettore ho vissuto tutte le campagne elettorali della Repubblica italiana. Sono sempre state campagne accese, talvolta anche dure, ma sono sempre state corrette sia nello svolgimento, sia negli esiti, e tutte quante hanno rafforzato la democrazia nel nostro Paese».
Ciampi parla alle Fosse Ardeatine, sotto una pioggia fitta e sottile. Accanto a lui il ministro dell’Interno Beppe Pisanu, con il quale si è in queste ore consultato e che lo ha ulteriormente rassicurato sulla situazione. Certo, il botta e risposta tra Cdl e Unione è sempre più aspro. «Già un mese e mezzo fa - ricorda il capo dello Stato - quando ho firmato il decreto di scioglimento delle Camere, ho espesso l’auspicio che questa campagna elettorale, come le precedenti, si svolgesse nei limiti delle regole e del rispetto reciproco». Oggi Ciampi, a due settimane e spiccioli dal voto, non può che «rinnovare quell’invito». «Aggiungo che la vera passione civile si esprime e convince quanto più affronta le questioni concrete, quanto più avanza progetti che risolvono i problemi della nostra Italia. E questo non avviene quando si alzano i toni». Anzi, per farsi capire dalla gente «è bene moderarli».
Parlate di cose reali, questo dunque il messaggio presidenziale, che, come sempre in questi casi, viene accolto da un applauso bipartisan. Condivide Pier Ferdinando Casini: «Giusto, affrontiamo i problemi delle gente. Ad esempio, Prodi vuole abbassare di cinque punti il cuneo fiscale. O ha detto una bugia, o aumentarà le tasse sui Bot e sui Cct». Condivide Romano Prodi: «Perfetto. Vorrei vedere che ci fossero motivi di preoccupazione, Berlusconi dovrebbe leggere le parole del capo dello Stato». Condivide pure Gianfranco Fini: «Quello di Ciampi ad abbassare i toni e ad affrontare i contenuti è un invito che approviamo». E condivide Piero Fassino: «È un appello molto opportuno. Faccio decine di incontri al giorno e vedo gente che vuole parlare di scuola, lavoro, casa, salute, pensioni. Nessuna tensione, nessun conflitto». Gli unici a differenziarsi un po’ sono quelli della Rosa nel pugno: «La questione non è di toni, ma di temi», dice infatti Emma Bonino.
Ma le frasi di Ciampi aprono indirettamente un altro fronte tra i due schieramenti: con chi ce l’ha il presidente, con il centrosinistra che non prende le distanze dai no-global violenti o con il centrodestra che sta alzando la tensione? Per Francesco Rutelli «gli allarmismi fanno solo del male al Paese». Per Roberto Calderoli «il presidente fa bene a chiedere più calma, però sotto l’aspetto della sicurezza qualche preoccupazione resta: a Milano si è visto un incendio e qualche focolaio c’è pure e Genova e in altre piazze». Per Maurizio Gasparri «abbassare i toni è doveroso, però ricordiamoci che i centri sociali stanno con la sinistra». Conclude, ecumenicamente, Marco Follini: «Approvo e sottoscrivo l’appello di Ciampi parola per parola. È chiaro che è rivolto a tutti, nessuno di noi si può chiamare fuori».