«Appello contro la sentenza, anche alla corte Ue»

Ora è guerra aperta sulla circolare. An: «Chiederemo alla giunta comunale di non ritirarla». L’opposizione replica: «Va rimossa immediatamente»

An punta i piedi. «L’assessore Moioli ha agito correttamente, applicando la legge». Dunque, assicura il vicesindaco Riccardo De Corato a nome anche del suo partito, «leggeremo con attenzione la sentenza, il caso della donna marocchina e atipico, ma non va generalizzato. E se i legali ci diranno che ci sono i termini siamo dell’idea che bisogna ricorrere in appello. Abbiamo anche l’obbligo di rispettare la legge Bossi-Fini, per cui in giunta chiederemo di non ritirare la circolare». Dello stesso parere Forza Italia: il capogruppo Giulio Gallera chiede alla giunta di «fare ricorso alla Corte d’appello e nel caso alla Corte Ue contro la sentenza. Se si vuole credere fermamente nel principio dell’istruzione, allora i bimbi clandestini vengano tolti alle famiglie e messi in istituto e i genitori rimpatriati». Matteo Salvini, capogruppo della Lega, invita il giudice «a fare un giro negli asili, dove riceverà i “complimenti“ dei genitori di qualsiasi colore politico». «Allibita» la coordinatrice regionale di Fi Mariastella Gelmini: «Il Comune agisce nel pieno rispetto della legalità. Ovunque e da sempre le materne sono riservate ai residenti regolari».
Secondo Alfio Nicotra, segretario lombardo del Prc, invece «ora l’assessore Moioli dovrebbe dimettersi». Anche la Provincia, dice l’assessore alle Politiche sociali Ezio Casati «da sempre definisce la circolare discriminatoria e si augura che il Comune rimuova subito il divieto». Quella del tribunale è «una scelta di civiltà - sostiene il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero -. Contraddice le iniziative discriminatorie del Comune che voleva punire una parte dei bambini».