Appello dei consiglieri Pdl al sindaco «Tempi certi sugli sgomberi dei rom»

Denunciano «forti rallentamenti nella sua applicazione», lamentano che in materia «la stampa» rappresenta «attualmente l’unica fonte presumibilmente attendibile di informazione a disposizione dei rappresentanti politici territoriali» e denunciano che «in molti casi si registra paradossalmente un aumento cospicuo delle presenze, in controtendenza rispetto a qualche settimana fa, anche nelle strade della Capitale». Sale il malumore tra gli esponenti del Pdl più a contatto con il territorio per i tempi e le modalità del piano nomadi voluto dal Campidoglio ma che la prefettura ha il compito di applicare. Tra i consiglieri municipali di centrodestra, infatti, si stanno raccogliendo le firme sotto un documento da consegnare al sindaco, un appello affinché «provveda con sollecito a concretizzare fattivamente la conclusione dei lavori previsti dal Piano nomadi, anche attraverso un necessario intervento presso il prefetto di Roma, in qualità di commissario straordinario all’emergenza rom, prevedendo conseguentemente e nel più breve tempo possibile, lo sgombero delle prime aree tollerate e abusive previste dal Piano nonché la necessaria e inderogabile espulsione dei rom non aventi titolo a restare in Italia».
Ma la diffusione del documento, che doveva essere a uso interno, ha creato un giallo. Qualcuno ha rimarcato il fatto che la pubblicazione (inizialmente non prevista) dell’appello avesse lo scopo strumentale di criticare apertamente il sindaco Alemanno e quindi il coordinatore regionale del Pdl Vincenzo Piso ha convocato i firmatari per chiedere spiegazioni. La conseguenza immediata è stata che quattro consiglieri hanno ritirato la firma o hanno addirittura negato di aver firmato il documento. Altri hanno precisato di aver sottoscritto l’appello ma senza avere nessuna intenzione di prendere le distanze dalle scelte della giunta Alemanno. Senza fare i nomi dei firmatari, si può notare che il maggior numero di firme proveniva dai municipi (VI, VII e VIII) dove la presenza dei nomadi è massiccia. «Il Piano nomadi - si legge nel contestato appello ad Alemanno - rappresenta la grande sfida che la nuova giunta comunale ha lanciato alla città e alle sue oramai consolidate esigenze di sicurezza, come reale e concreto segno di discontinuità rispetto alle precedenti amministrazioni di centrosinistra; l’applicazione del Piano rappresenta indiscutibilmente lo strumento politico-elettorale di maggior forza rivendicativa dei rappresentanti del territorio nei confronti di quanto annunciato e dichiarato, in particolare nella trascorsa tornata elettorale amministrativa, come evidente risoluzione al problema rom in città». Per i rappresentanti del Pdl «il ritardo» nell’attuazione del piano nomadi «risulta inconfutabile se rapportato alle dichiarazioni ufficiali, in cui si diceva che il Piano sarebbe divenuto esecutivo nel mese di ottobre, e tali da generare molteplici aspettative da parte della cittadinanza romana».