Appello dei volontari: «Aiutateci a pagare l’ambulanza»

IN CAUSA Il venditore non ha mai visto nemmeno la caparra. È ricorso alle vie legali contro l’associazione

Incidenti stradali, malori, trasporti in ospedale e nelle strutture di cura per anziani e pazienti diversamente abili. Tutto procede come se nulla fosse. Anche da quando i quaranta volontari della Croce Oro di Gaggiano hanno scoperto che l'ambulanza nuova di zecca con cui salvano vite e alleviano sofferenze, in realtà, non è mai stata pagata. Corrono, ogni volta che squilla il telefono nella sede di via Gramsci. Come se nulla fosse. Ma i primi alla canna del gas, con un debito da settantamila euro che non sanno come estinguere, sono loro.
«Il vecchio presidente della nostra associazione di pubblica assistenza - spiega Elio Rossi, attuale dirigente della Croce Oro Gaggiano - ci aveva assicurato che l'ambulanza acquistata il 31 luglio del 2008 era stata pagata regolarmente al venditore emiliano da una cordata di aziende di sua fiducia, che si erano divise le spese. Invece, per un caso fortuito, ci siamo accorti soltanto lo scorso gennaio che non era stata versata nemmeno la caparra».
L'amara scoperta è toccata a uno dei volontari, che si trovava in sede per fare le pulizie. «È squillato il telefono e dall'altra parte c’era il venditore dell’ambulanza - riferisce ancora Elio Rossi - che poi ci ha inviato un documento col quale avvisava che era intenzionato a ricorrere alle vie legali nei confronti della Croce Oro». Tempo due mesi, e il direttivo dell'associazione viene costretto a dare le dimissioni. Chi è subentrato non sa più nulla del vecchio presidente. «Sembra sparito», raccontano i soccorritori del bel paesone alle porte di Milano.
«Per quasi sei mesi - sottolinea rammaricato il presidente Elio Rossi - è riuscito a prendere in giro noi e il venditore. Siamo venuti a sapere che gli raccontava delle storie incredibili per motivare il mancato pagamento: come per esempio che si trovava all’estero per lavoro, oppure che i soldi per saldare il debito sarebbero arrivati entro breve, dai ricavi di una vendemmia». A Gaggiano non ci sono vigneti, ma riso. E nemmeno con quello si pagano debiti, e ambulanze.
Da Milano a Canicattì, ci vogliono gli euro per cose «così». «Per questo - pregano adesso i soccorritori - invitiamo chiunque possa contribuire a sanare questo debito che per noi è insormontabile a contattarci al numero di telefono dell’associazione (lo 02.90843445): gli diremo come potrà rendersi utile».