Appello di un ostaggio: «Intervenga il Papa»

Kabul. «Dicono che vogliono ucciderci, siamo quasi tutti malati e stiamo peggiorando». È un appello disperato quello lanciato ieri da una delle donne sudcoreane ancora in mano ai talebani. Ostaggio insieme ad altri venti connazionali, Sing Jo Hin, ha telefonato all’agenzia Afp e ha sollecitato l’intervento di Papa Benedetto XVI e del numero uno dell’Onu, Ban ki-Moon, sudcoreano anche lui.
Il governo di Hamid Karzai sta tentando le ultime carte, prima di intervenire. La speranza è che i negoziati con la delegazione di Seul, che si terranno in una località ancora da definire, siano fruttuosi. «Noi siamo favorevoli al dialogo, perché è questo che esige la logica. Ma se questo non funzionerà, potrà essere utilizzata la forza - ha spiegato il responsabile della polizia di Ghazni, Ali Shah -. Se i talebani non accettano il dialogo, vuol dire che non vogliono che il problema sia risolto in modo pacifico».