Appello al Pd L’eurodeputato di piazza Martinez

Credo che il voto sull’ordine del giorno per censurare Annozero sia forse il più importante del mandato regionale. Perchè permetterà di misurare Claudio Burlando, i moderati del centrosinistra e anche il Pdl e la Lega sulla questione più importante sul tappeto. Non si vota su una cosa politica, su qualsiasi cosa politica, ma sull’umanità.
Io - che tecnicamente, non politicamente, per carità - apprezzo Michele Santoro, riconoscendogli una capacità unica nell’usare linguaggio televisivo, purtroppo spesso usata in modo fazioso - sono rimasto disgustato dall’ultima puntata di Annozero e in particolare dalle vignette di Vauro. Mi sono sembrate un pugno nello stomaco di tanti soccorritori e di tanti abruzzesi, popolo che ha dimostrato una volta di più la sua dignità e la sua grandezza, come testimoniato anche, su queste pagine, dalle testimonianze del cavalier Ciambrone, che mi ha commosso con la sua telefonata di lacrime e dolcezza assoluta, e del comandante alpino Argeo Lungarotti.
Proprio per questo penso che il documento dei due consiglieri regionali del Pdl Gianni Plinio e Matteo Rosso - sempre più indispensabili, tanto che se non ci fossero bisognerebbe inventarli - sia qualcosa di dirimente.
E, badate bene, non è una questione di destra o sinistra. Questa è un’altra separazione, un altro binomio. O di qua, dalla parte dell’umanità. O di là, dalla parte dello sghignazzo sulle tombe e sulle cubature dei cimiteri. O di là, dalla parte dei silenzi pavidi e del riflesso pavloviano della difesa di una sedicente «libertà di stampa». O di qua, dalla parte del nostro direttore Mario Giordano che, una volta di più, mi ha inorgoglito con il labiale sconcertato «Mamma mia!» mentre Vauro disegnava sulla morte.
In particolare, credo che il voto in Regione, qui da noi valga il doppio. Perchè non dimenticherò mai il pomeriggio a San Fruttuoso, piazza Martinez, in cui Michele Santoro chiedeva voti (in tandem con Marta Vincenzi) per diventare il nostro eurodeputato, anticipando di cinque anni Sergio Cofferati. Fu un comizio-show, in perfetto Michele’s style. Poi, però, Santoro optò per un’altra circoscrizione; poi si accorse che il parcheggio a Bruxelles non lo divertiva; poi tornò in Rai; poi reclutò Travaglio e non tolse la matita a Vauro che disegnava sulle bare.
Ecco, proprio perchè Michele Santoro è stato un uomo dell’Ulivo e di quel che venne prima del Pd nelle istituzioni, credo che sarebbe bello se proprio dal Pd arrivasse un segnale forte. Non a favore del documento di Rosso e Plinio. Ma a favore dei volontari, degli abruzzesi e dell’umanità.
Questo non è un articolo, è un appello.