Appena 10 anni, trovato a dormire dentro un’auto

Dieci anni, trovato a dormire sul sedile di un’auto, rannicchiato su se stesso. Così un bambino romeno di 10 anni è stato trovato, la scorsa notte, all’interno di una macchina parcheggiata nel deposito di Trambus in via di Portonaccio al Tiburtino. L’ennesima storia di minori romeni abbandonati, destinati a farsi da soli, in pratica a delinquere.
A dare l’allarme al 112 è stato un vigilante che ha notato il piccolo steso a dormire come un barbone. Pochi minuti e nel parcheggio sono arrivati i Carabinieri del Nucleo Radiomobile che hanno svegliato il bambino e gli hanno chiesto il perché dormisse nell’auto e dove fossero, soprattutto, i suoi genitori.
Il piccolo ha così raccontato di appartenere al campo nomadi di via di Tor Cervara dove i carabinieri lo hanno riaccompagnato pensato che il bambino avesse fatto una bravata scappando dal controllo di madre e padre.
Una volta arrivati nell’accampamento i carabinieri hanno però dovuto constatare l’assenza dei genitori: alcuni nomadi del campo hanno infatti raccontato che i genitori del bimbo «erano purtroppo partiti per la Romania lasciandolo nell’accampamento».
Dunque per i carabinieri non è restato che accompagnarlo in caserma dove per qualche ora il bambino è stato al centro di mille attenzioni, compresa una lunga merenda a base di bevande calde e dolciumi.
Successivamente per il bambino non ci sono state altre soluzioni se non quella di lasciare il campo di via Tor Cervara. Su disposizione del pubblico ministero di turno del Tribunale per i minorenni, infatti, è stato affidato ai servizi sociali del Comune di Roma. Adesso per gli irrintracciabili genitori potrebbe scattare una denuncia per abbandono di minori.
Sull’episodio si registra una nota dell’assessore alle Politiche Sociali e Promozione della Salute Raffaela Milano che ringrazia personalmente l’Arma dei Carabinieri «per il tempestivo intervento a favore del bimbo trovato solo a dormire in macchina e il vigilante del deposito che ha segnalato la situazione gravissima in cui il piccolo si trovava».
«Il bambino ora, su disposizione della Procura presso il Tribunale per i Minorenni e in attesa che le indagini chiariscano la situazione della sua famiglia, è stato accolto in una Casa Famiglia del Comune - aggiunge l’assessore -.
Gli operatori del Centro, con i quali ho parlato personalmente, mi hanno assicurato che il bimbo è in buone condizioni di salute e che, anche grazie alla presenza di un mediatore culturale romeno (il bambino infatti parla pochissimo l’italiano), sta già sta riacquistando serenità e tranquillità». Ancora per quanto?