Appena un mese fa fuggirono in 1300

Risale a nemmeno di un mese fa l’ultimo «incidente» al Cie di Lampedusa. Era il 24 gennaio quando tutti i 1.300 migranti ospiti del Centro di prima accoglienza dell'isola fuggirono poco dopo le 10 forzando i cancelli d'ingresso davanti a impotenti poliziotti e carabinieri. Il fiume umano si era quindi riversato per le strade del paese mentre andava in scena lo sciopero generale della popolazione che protestava contro la creazione di un nuovo centro di identificazione ed espulsione nell'ex base navale Loran della Guardia costiera. Non mancarono quel giorno momenti di tensione tra cittadini e forze dell'ordine davanti al Centro di accoglienza dove un'ambulanza dello stesso Cpa era stata danneggiata. I clandestini, invece, avevano rotto auto e vetrine. Solo nel tardo pomeriggio furono fatti rientrare nel Cpa mentre una ventina di «irriducibili», rimasti per le vie del paese, scatenavano l’ennesima rivolta, barricandosi in un bar, armati di coltelli e di bottiglie.
Alla fine anche loro furono riacciuffati e rinchiusi.
Una curiosità: ieri tra i vigili del fuoco intervenuti per domare l’incendio innescato dai tunisini nel centro c’era anche il marito vigile della senatrice leghista Angela Maraventano, la «pasionaria di Lampedusa». L’uomo, sposato da più di quindici anni con Angela Maraventano, da un anno senatrice della Lega di Bossi, presta servizio presso la locale caserma dei Vigili del fuoco. Non è tra i pompieri rimasti feriti ma a causa del fumo inalato ha avuto qualche problema di respirazione.