È da applausi anche il Milan del campionato

Passivo contenuto dalle prodezze di Paoletti. Nel recupero il gol di Masiello

nostro inviato a Messina

Anche l’altro Milan funziona. Il Milan due impegnato in una rimonta faticosa, la rincorsa al quarto posto, ancora in discussione, viaggia a una media promettente. Tre gol a partita (tra Empoli e Messina) e sei punti facili facili, aggiunti a una classifica che lievita in vista del rush finale. Come quello di Champion contro il Bayern, il Milan corazzato Ronaldo, impiega poco meno di mezz’ora, la prima, per mettere l’avversario al muro e guadagnarsi un successo rotondo e trasparente. Nella sostanza persino più ampio del 3 a 1 sigillato dal risultato ufficiale. Paoletti, il portiere di casa, colpevolmente escluso da Cavasin in passato, è il protagonista di almeno 4-5 prodezze sui piedi di Kakà, Gourcuff, Ronaldo e Gilardino. Perciò il successo di ieri risulta più facile di ogni canonica previsione. Per via della consistenza del Messina riaffidato a Bruno Giordano, la cui tenuta dura meno di un quarto d’ora canonico, nonostante lo schieramento prudente, i cinque centrocampisti, più lo scudo di D’Aversa davanti alla difesa. Non è lo schema che fa lo spessore di una squadra di modesta cifra tecnica.
Il Milan di questi giorni è in salute ed è cementato da una sicurezza mai esibita nelle precedenti settimane. Merito forse della qualificazione in Champions ma anche della disponibilità di quasi tutti i componenti della rosa, tornata al gran completo e perciò capace di offrire ad Ancelotti la possibilità di un largo e produttivo turn-over. I vecchi arnesi, dopo Maldini in Baviera, si tolgono i sassolini dalle scarpe. Per esempio Giuseppe Favalli, reduce da mesi di sosta ai box dell’infermeria, si concede il lusso di firmare un paio di gol a ripetizione, contro l’Empoli sabato scorso e ieri a Messina, al culmine di una bella ed efficace intesa, tra Kakà e Gourcuff che lo smarca con tocco sapiente per mettere in cassaforte il 2 a 0. Segno che sta bene e che se utilizzato con criterio, un impegno alla settimana, può far rifiatare Jankulovski (entrato e subito infilato in contropiede da Masiello) e garantire i ricambi a una squadra andata in crisi per la serie unica di infortuni e incidenti muscolari, tutti figli di una stagione maledetta.
Se Kakà trova subito il varco verso la porta (Kaladze, sulla traiettoria, si abbassa come fece Gilardino al mondiale con Pirlo), per il Milan tutto diventa più facile. Se poi Gilardino e lo stesso Riccardino trovassero l’opportunità di inchiodare Paoletti, all’intervallo la sfida sarebbe da considerare chiusa. Mentre invece vive nella seconda frazione di qualche apparente sussulto, tutto merito però di Ronaldo che si accende e si spegne come un neon, a intermittenza. Si concede insomma lunghi tempi di recupero per poi piantare uno scatto, un tiro, mostrare un dribbling in velocità, incantare la folla che aspetta da lui il gioiello del pomeriggio. Ronie aspetta fino in fondo l’occasione giusta e trova dalla distanza, fuori area, la stoccata che finisce sotto la traversa e illumina il successo del Milan salito a quota 50, nel pomeriggio.
Il Messina, rimasto senza il sostegno del suo tifo organizzato (ultrà assenti in polemica con la società per il ritorno di Giordano in panchina), sembra un pezzo di legno in mezzo all’oceano rossonero. Non può sottrarsi al crudele destino e anzi deve al suo portiere il contenimento della sconfitta entro limiti accettabili. Il gol nel finale, con Masiello, magari accende qualche speranzella per il futuro.
Mentre il Milan si prepara al mercoledì di Ascoli.