Applausi e lacrime a Monaco: comincia l’era di «re» Alberto

All’incoronazione c’erano regnanti di tutta Europa

Lea Pericoli

da Monaco

Neppure un grande regista come Hitchcock, che aveva tanto amato Grace, sarebbe stato capace di scegliere dei protagonisti più belli per rappresentare la famiglia Grimaldi.
Non a caso il popolo monegasco è fiero dei suoi sovrani. Ieri assistere all’entrata di Alberto II accompagnato dalle sorelle Caroline, Stefanie e dai loro stupendi figli, nella Cattedrale è stato uno spettacolo degno dei migliori film prodotti a Hollywood negli anni triofali. Eleganza, compostezza, dignità. Tre parole che ben rappresentano l’impegno di Grace Kelly nel crescere i suoi ragazzi. E, a dispetto del mondo pettegolo, che inventa piccoli intrighi, vederli uniti, commossi e compatti, ha aperto il cuore a tutti coloro che amano il Principato.
La messa solenne, il Te Deum, l’orchestra filarmonica, i piccoli cantori di Monaco, ma soprattutto il messaggio beneaugurante del Nunzio Apostolico inviato dal Papa hanno suscitato grande emozione. Abbiamo visto gli occhi di Alberto, di Caroline e Stefanie appannarsi di lacrime. Ora che sono rimasti soli quante cose sono cambiate. È stato fantastico vedere le due sorelle avvicinarsi con devozione ad Alberto per baciarlo. Poi, un piccolo inchino in segno di sottomissione mentre lo sguardo tenero del Principe ricambiava l’omaggio. Su quei volti giovani inquadrati in diretta dalla Tv monegasca il pubblico ha letto tanta emotività quando sulla Piazza del Palazzo c’è stato il presentat arm. Quando la fanfara dei carabinieri ha suonato l’inno nazionale. Quando lo stendardo del Principe Ranieri (testimone di 56 anni di grandi eventi) è stato consegnato agli archivi di una storia lunga 7 secoli, per lasciare spazio allo stendardo con la doppia A del nuovo Sovrano. Le campane hanno suonato a festa, non sono mancati i colpi di cannone e gli applausi. Al largo erano ancorati 3 incrociatori lanciamissili: americano, francese, italiano.
Alla fine il Principe, da bravo sportivo, ha salutato le autorità con la gestualità perfetta per un Colossal della Metro Goldwyn Mayer. In quel momento mi sono venute in mente le parole di Ranieri: «Grace è stata una grande donna e una straordinaria madre. Quando da attrice è arrivata nel nostro Paese la mia gente l’ha guardata con sospetto. Poi l’hanno amata. Ho infinita riconoscenza per come ha allevato i miei figli e per tutto ciò che ha fatto». Il Principe Alberto per l’investitura ha cambiato la divisa rispetto a quella del padre. Un taglio più moderno, più simile a quello dei carabinieri. È sua intenzione snellire il protocollo. Le altre novità sono: la nomina di Caroline a responsabile della cultura, mentre Stefanie avrà il compito di seguire l’assistenza umanitaria e lo spettacolo. Il suo primo impegno sarà quello di gestire il Festival del Circo che nel 2006 celebra 30 anni. Per quanto riguarda le tradizioni il giovane Sovrano ha voluto ricordare due suoi predecessori: il nonno Albert Premier, navigatore e studioso dei mari. Ha annunciato che in aprile, in memoria di quell’uomo fantastico, farà un viaggio al Polo Nord. «Mio nonno ci provò, tre volte, senza arrivarci. A lui dedicherò il mio impegno ecologico con studi che dovranno coinvolgere tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo». Ricordando «Le Prince Batisseur» il Principe Costruttore come i francesi chiamavano suo padre, Alberto ha detto: «Non sarà facile essere altrettanto bravi. È stato un grande maestro. Mi ha lasciato libero di imparare e di viaggiare. Ora sta a me entrare nel futuro, forzando il destino». A Monaco erano presenti 15 delegazioni ufficiali. Molti nobili tra cui: Victoria, futura regina di Svezia, Emanuele Filiberto con la moglie, il Principe Edoardo d’Inghilterra, i Principi Sofia e Alois del Liechtenstein, Faisal di Giordania, Joaquin di Danimarca, il Granduca di Lussemburgo. Marcello Pera ha rappresentato l’Italia. Nel pomeriggio Alberto II ha seguito allo stadio il Monaco che giocava contro il Saint Etienne. Poi c’è stata la Prima nella Salle Garnier dell’Opera. Lo spettacolo di acrobati e funamboli sulla piazza del Casinò. Gli immancabili fuochi d’artificio che hanno illuminato il Princiato a giorno e una cena di gala all’Hotel de Paris.